Breve introduzione all’arte del manga 

Proveniente dal Giappone, il manga è l’incontro tra arte letteraria ed arte grafica. Nonostante abbia avuto origine secoli fa, ha iniziato la sua diffusione nel resto del mondo nei primi anni ‘60 con il largo successo ottenuto da “Astro Boy” del mangaka (autore di fumetti) Osamu Tezuka.  

Ogni serie viene solitamente raccolta in piccoli volumi (tankobon). La stampa è in bianco e nero, eccezion fatta per copertina e sporadiche pagine a colori, a discrezione dell’autore.

I manga sono soggetti ad una divisione per generi simile a quella della letteratura tradizionale e spesso i generi di appartenenza della singola storia sono più di uno; per aiutare maggiormente il lettore accorrono le categorie demografiche, che dividono le diverse serie in base ad età e genere del pubblico target (seguendo le norme di genere binarie). Le principali sono: Kodomo (bambini), Shōjo (ragazze), Shōnen (ragazzi), Josei (donne adulte), Seinen (uomini adulti).

Tokyo Ghoul (2011-2014)

“Tokyo ghoul” di Ishida Sui è un esempio di Seinen per via delle scene cruente e delle tematiche elaborate. 

Come anche il titolo allude, gli eventi si svolgono nell’odierna città di Tokyo. Qui gli umani convivono inconsciamente con la specie dei Ghoul, queste creature sono di aspetto molto simile agli esseri umani nonostante portino il nome di mostruose creature del folklore musulmano. La loro particolarità si trova nell’alimentazione: si cibano solo di carne umana.

La serie è incentrata sul giovane Ken Kaneki, uno studente di letteratura giapponese dall’indole fragile ed insicura. Per via di un trapianto d’organo il corpo di Kaneki si trasforma in quello di un Ghoul; sviluppa quindi una kagune, un organo adibito alla caccia ed al combattimento, la sua forza e capacità di rigenerazione aumentano ma non è più in grado di ingerire cibo umano. Viene trovato da un gruppo di Ghoul che si procurano carne senza uccidere e che gestiscono la caffetteria Anteiku. È con una delle cameriere di questo locale, Touka, che Kaneki inizierà ad allenarsi per diventare in grado di sopravvivere.

La sensazione di smarrimento, il cambiamento fisico, la paura di esser diventati un mostro, sono tematiche che l’autore ha volontariamente ripreso da “La Metamorfosi” di Franz Kafka. Ed è proprio la metamorfosi il fulcro della storia. In Tokyo Ghoul ogni sensazione è cruciale; che sia soggetto a forze esterne o interne, un essere non disposto al cambiamento è destinato a morire. Proprio questo presupposto ci regala una trama dinamica, colma di ottimi spunti di riflessione.

[…] non è premura, è solo debolezza. Le mancava la capacità di lasciar andare qualcuno

(Rize Kamishiro, cap. 63)

Inizialmente il protagonista era debole tra i deboli, nel gregge si sentiva al sicuro. Avrebbe voluto andare avanti per inerzia, vittima e complice di una vita anonima ma si ritrova catapultato in una situazione totalmente opposta; non può più appoggiarsi a nulla e deve combattere per restare in vita. L’autore così rappresenta perfettamente la fragilità umana e ricorda puntualmente al lettore quanto sia pericoloso esistere senza vivere.

“Se si dovesse scrivere un’opera con me come protagonista si tratterebbe indubbiamente di una tragedia.”

(Ken Kaneki, cap. 1)

Identificarsi con il protagonista è importante ma molto comune. Ciò che rende il racconto particolare è la moltitudine di punti di vista che Ishida Sui riesce ad offrirci. L’alternarsi delle prospettive mette in dubbio qualunque morale. È giusto che gli umani vengano mangiati? È giusto che i ghoul muoiano di fame? Non c’è risposta giusta. La natura è estremamente grigia, non conosce male o bene.

“Questo mondo è sbagliato”

(Ken Kaneki, cap. 28)

Tutti questi fattori, uniti a frequenti simbolismi, traumi e parallelismi tra personaggi lo rendono un manga sorprendente ad ogni lettura. 

Nonostante possa sembrare una storia fredda, insensibile, in realtà è una spinta a migliorare. Insegna che una cattiva abitudine deve morire per permettere ad una persona migliore di nascere. La fine è l’inizio di qualcosa di nuovo. Non puoi salvare il mondo ma puoi salvare chi ami prendendo in mano le redini di te stesso.

Non a caso lo stesso mangaka ha deciso di iniziare una nuova storia a partire da questa, col nome di Tokyo Ghoul :re, della quale, probabilmente, parleremo presto.