Su tutti i giornali, cartacei ed online, il fenomeno anti Huawei impazza non solo in America, ma in tutto il mondo. 

Dopo la promulgazione di una legge americana, da parte del Presidente americano Trump, tutte le società americane non possono più fare affari con aziende inserite in una così detta “blacklist”.

Alcuni hanno pensato che dietro questa mossa, tanto economica quanto politica, ci fosse lo zampino dell’azienda di Cupertino ma non è così.

Infatti, la vera e propria battaglia, prima sui dazi, ora sulla tecnologia pare inasprirsi sempre di più, trasformandosi in una vera e propria “Guerra Tecologica.

Nell’Era, oramai 4.0, lo sviluppo di software e tecnologie all’avanguardia possono avere ripercussioni non solo dal punto di vista dei più comuni dispositivi tecnologici ma anche, e mi permetterei di dire soprattutto, dal punto di vista dello sviluppo software militari.

La principale causa infatti di questo divieto, pare sia riscontrabile soprattutto dal punto di vista dello sviluppo della tecnologia 5G, in cui Huawei, grazie alla collaborazione con Google, Qualcomm ed Intel è leader mondiale.

A pagarne le conseguenze, per ora saranno solo i consumatori, esposti al rischio di ritrovarsi smartphone, fino all’altro ieri all’avanguardia, oggi desueti e quasi inutilizzabili. Infatti, forse non tutti sono al corrente che la maggior parte dei dispositivi che hanno installato il sistema operativo Android, sfruttano servizi derivati dalla piattaforma di Google come YouTube o lo stesso Play Store, tagliando fuori l’azienda Cinese da ogni tipo risorsa disponibile.

Certi che Huawei non lascerà a bocca asciutta i suoi clienti, l’azienda infatti ha rilasciato nelle scorse ore un comunicato stampa in cui rassicurano i consumatori di tutto il mondo:

I dispositivi già in commercio infatti non perderanno la possibilità di utilizzare i servizi google e le patch di sicurezza  verranno rilasciate direttamente da Huawei che è già lavoro ad un sistema operativo nativo. 

Il vero problema i tecnici lo intravedono nello sviluppo di software per laptop, perché anche Microsoft sarebbe in lizza per rescindere i contratti con il colosso Cinese. Voci confermano che l’azienda sarebbe pronta a rilasciare il proprio sistema operativo già a fine 2019, massimo entro inizio 2020 ma il dubbio che ancora non viene colmato è quello del supporto a tutte le applicazioni, che dovranno essere scaricate da uno store dedicato, comportando di fatto uno sviluppo costoso per i programmatori di app.

Il vento gelido di fine anni Novante pare soffiare verso la via della seta, con riscontri di certo meno piacevoli di quelli passati.