L’elicottero che trasportava Francesco Cassardo, l’alpinista italiano ferito durante la discesa dal Gasherbrum VII in Pakistan, è arrivato nell’area di Skardu, nel Gilgit Baltista. Lo rende noto un funzionario del Club Alpino del Pakistan. Lo scalatore è stato trasferito in ospedale per le cure.

 

Sulle condizioni di Francesco non ci sono dati precisi. Chi lo ha visto parla di una lesione al femore e di una brutta contusione alla testa che però non pare destare troppe preoccupazioni.

 

Cimenti, dopo averlo raggiunto a quota 6.300 metri, è stato rassicurante nei limiti del possibile: Francesco è grave ma è cosciente. E’ vigile, lucido, e ci aiuta, da medico, a dare le indicazioni necessarie.

 

Cassardo, residente a Rivoli (Torino), lavora in un ospedale della provincia. Nella prima parte della spedizione in Pakistan ha aiutato i colleghi di un piccolo ambulatorio locale a far funzionare un ecografo, e aveva regalato scatole di medicine introvabili da quelle parti. Poi ha dato sfogo all’altra sua grande passione: l’alpinismo.

 

Per avere l’elicottero le hanno tentate tutte, ma è stato inutile. Sembra di vivere in un incubo raccontano. Cima, intanto, scavava una trincea di neve per proteggere il compagno dalle raffiche di vento.

 

Dal campo sono partiti gli alpinisti Denis Urubko e Dan Bowie, ai quali si sono aggiunti due colleghi polacchi. Una volta sul posto hanno assemblato alla meglio una sorta di slitta e poi portato Francesco a una quota più bassa, dove ha trascorso la notte scorsa.

 

Una corsa contro il tempo, a lieto fine, come sottolinea uno dei tantissimi appassionati che da tutto il mondo seguono la vicenda con il fiato sospeso, “un magnifico esempio di solidarietà alpinistica”.