La fallibilità è negli occhi di chi non si cela dietro il velo di Maya

Ad oggi la responsabilità civile e penale è attribuibile esclusivamente alle persone fisiche e giuridiche cioè a coloro i quali commettono il fatto.

Nello specifico la responsabilità civile può essere divisa in due categorie, la responsabilità contrattuale art.1218 c.c., che sorge in capo alle parti stipulanti un negozio giuridico o un contratto; e la responsabilità extracontrattuale rubricata all’art. 2043 c.c. che sorge in capo a chi ha arrecato danno ingiusto ad altrui persona, obbligando colui che commette il fatto al risarcimento del danno, ad esempio quello derivante da un incidente stradale.

Tutti o quasi però sappiamo, che negli ultimi tempi le tecnologie stanno andando a sostituire la mano dell’uomo, soprattutto nei campi di ingegneria dell’industria e dell’ automotive. Elon Musk, visionario nel campo dell’industria 4.0, fu il primo a sviluppare un sistema di autopilotsulle sue vetture. Il sistema prevede che la vettura sia in grado di viaggiare autonomamente senza alcun intervento umano, grazie a numerose telecamere e radar ad infrarossi disseminati sul telaio del veicolo, capaci di scandagliare l’ambiente circostante rendendo più sicura la vitadi chi viaggia.

La legge però non è stata altrettanto al passo con i tempi, per lo meno in Italia. In America, più precisamente in Michigan, sono stati investiti 6.5 milioni di dollari per costruire su una superficie che si estende per l’equivalente di 18 campi da calcio, una vera e propria città cartone, per verificare e sviluppare la tecnologia della guida autonoma. La normativa americana vigente, prevede l’utilizzo di queste tecnologie solo in specifiche aree; al di fuori, l’uso della tecnologia deve necessariamente essere sottoposta alla supervisione del guidatore, che è obbligato a mantenere le mani sul volante per poter intervenire in caso di emergenza.

Il problema infatti sorge dal momento in cui chi è alla guida si fida totalmente della tecnologia installata sul veicolo, togliendo le mani dal volante divenendo da autista, passeggero. Nel caso in cui il sistema fallisca, di chi è la responsabilità dell’eventuale danno compiuto?

Team di giuristi sono al lavoro per colmare il gap normativo, ma è necessario adeguare anche le pratiche assicurative, del singolo e delle case costruttrici che talvolta potrebbero risultare colpevoli dei sinistri stradali.

In Florida, un utente Tesla si era affidato totalmente al sistema di autopilot; date le circostanze ambientali di luce intensa e del colore chiaro del camion che stava attraversando l’incrocio, i radar hanno scambiato il mezzo per il cielo non riconoscendo l’ostacolo e non riuscendo quindi a frenare o evitare l’impatto in tempo. Dai rilievi dei tecnici Tesla e della Polizia, risulta che il freno del veicolo non è stato neanche minimamente sfiorato da chi era al volante, sintomo di una totale distrazione, dimostratasi fatale per il conducente.

Nel caso descritto, la responsabilità era evidentemente di chi era al volante, il quale non era giuridicamente autorizzato a interrompere la sorveglianza sul mezzo in moto, ma un giorno quando questo sarà possibile, sareste in grado di fidarvi totalmente della vostra auto? Mettereste la vita vostra e dei vostri cari nelle mani di un software?

È secondo me necessario tener in mente che la tecnologia essendo frutto dell’ingegno umano è da riternersi anch’essa fallibile.