Qualche tempo fa ho fatto un intervista per un blog, dove mi si chiedeva in che modo il Covid-19 ha impattato sul mio settore di riferimento: il digitale.

La risposta di certo non è e non potrà essere scontata, né certa. La rivoluzione digitale fa riferimento a quelli che sono stati gli anni di democratizzazione delle risorse della rete. 

Ma questa volta siamo andati ben oltre, abbia visto per la prima volta nella storia della nostra Repubblica una vera e propria corsa allo sviluppo tecnologico: dallo smart-working al telelavoro.

Molte sono state le aziende che dall’oggi al domani hanno dovuto rivoluzionare i propri paradigmi produttivi a causa dell’emergenza. Si pensi alle numerose aziende, comprese quelle della nostra motor valley che pur di non lasciare completamente a casa i propri dipendenti e dare una mano al nostro Paese hanno iniziato a produrre ventilatori e mascherine per i nostri medici.

Eppure qualcosa andrà storto.

Dobbiamo guardare la realtà senza pregiudizi ma avendo sempre in mente il comportamento avuto fino ad oggi nel nostro Paese. 

Indifferenti e attaccati non agli investimenti, quanto al rendimento nel breve termine. 

Molteplici sono state le applicazioni ingegnerizzate in tempi record che utilizzano la tecnologia blockchain per far fronte alle esigenze aziendali e delle pubbliche amministrazioni: da social pay alla soluzioni di Orygin per aiutare il cittadino in quarantena.

Insomma una vera e propria corsa alle app ma quanti effettivamente queste hanno apportato un contributo?

Potrei dire poche, se non nessuna. Vi riporto volentieri un articolo su social Pay di cui ho scritto su Cryptorivista. Un lavoro nato da un’esigenza ma non è finita qui. 

Questa soluzione, che sfrutta la tecnologia blockchain per l’erogazione dei buoni spesa introdotti dal Governo, in alcune realtà sta andando ben oltre. Creando dei veri e propri ecosistemi cittadini di interscambio di beni e servizi attraverso la blockchain.

Tanto utopica quanto affascinante, sarà lo sviluppo di questa ondata pandemica ma sono certo che, in qualche maniera, riusciremo a prendere tutto ciò che c’è di buono e trasformarlo in qualcosa di unico.