Chester Bennington, front-man dei Linkin Park, è morto suicida il 20 luglio dello scorso anno. Una morte improvvisa che rimanda ad un solo interrogativo: perché?

Un tour mondiale ovunque sold-out, una carriera ventennale che ha portato il suo gruppo, i Linkin Park, a vendere milioni di copie e ad avere un numero enorme di fan in tutto il mondo. Alcuni singoli, come In The End e Numb hanno più volte ricevuto l’importante riconoscimento Disco di Platino. Una volta sceso dal palco, quando gli strumenti tacciono e i membri della band si godono il meritato riposo, una splendida moglie e cinque figli ad aspettarlo nella sua casa a Palos Verdes Estate, piccola cittadina balneare della California.
Eppure tutto questo non è bastato: sconfitto dalla depressione e dell’abuso di alcolici, Chester Bennington si è suicidato impiccandosi nel garage di casa sua, un gesto assolutamente inaspettato, considerando che il One More Light World Tour era in sosta momentanea salvo poi ripartire in USA e Canada, ma soprattutto perché nell’ultimo periodo Chester sembrava aver definitivamente sconfitto i fantasmi di una fortissima depressione che lo tormentava dall’adolescenza. Lasciando il mondo privo della sua voce inconfondibile, Chester ha deciso di farla finita di primo mattino, senza lasciare alcun messaggio ai familiari, tantomeno ai “fratelli” dei Linkin Park, uno su tutti Mike Shinoda, rapper e amico intimo dello stesso Chester.

Numerose le iniziative-tributo per la sua morte, su tutte il concerto benefico in suo onore (l’intero ricavato è andato ad enti benefici che lottano contro depressione, dipendenza da droga e/o alcolici, suicidio),tenutosi ad Hollywood lo scorso 27 ottobre e al quale hanno partecipato amici e colleghi di Chester, dai System Of A Down ai Blink 182, un evento che ha radunato migliaia di fan e trasmesso in diretta streaming su Youtube dal titolo che trasuda speranza: Linkin Park and friends celebrate life in honor of Chester Bennington.
Il sostegno dei fan, ovviamente, non si è fatto attendere: in tutto il mondo a migliaia si sono riuniti in camere ardenti improvvisate praticamente ovunque, per strada, nei parchi, nelle piazze delle grandi città, per rendere omaggio a questo grande artista e alla sua musica, immagini poi raccolte nel videoclip del singolo Crawling – One More Light Version.

È proprio l’ultimo album, One More Light, ad aprire una triste parentesi sull’estremo gesto di Chester. La traccia omonima, una canzone atipica considerando le sonorità a cui i Linkin Park avevano abituato i fan, una ballad malinconica con un testo intimo ma allo stesso tempo pungente, che potrebbe rivelare le intenzioni del cantante di togliersi la vita, o comunque di sparire, di spegnersi. Chester si chiede se qualcuno noterà la mancanza di una stella nel cielo, anche se in esso ce ne sono milioni, ma non mancano riferimento ad errori compiuti durante la sua vita, scelte sbagliate e persone perdute. Particolare rilevante è la seconda strofa della canzone: << In the kitchen, one more chair, than you need>>. Il riferimento più probabile è alla morte del cantante dei Soundgarden, nonché amico di Chester, Chris Cornell, suicidatosi il 18 maggio 2017, anche se rileggendole attentamente, quelle frasi sembrano quasi un triste presagio, una sorta di dichiarazione sucida.

I risultati tossicologici successivi all’autopsia hanno rivelato la presenza di un’ingente quantità di alcool, dimostrazione del fatto che nell’abitazione del cantante siano state ritrovate numerose bottiglie, per lo più semivuote, di birra e numerosi farmaci anti-depressione.
Ma non è stata questa terribile piaga a strappare via la vita da Chester, tantomeno gli alcolici: Chester Bennington è vittima dell’indifferenza, del pressappochismo, della fama, nemica della pace, un eterno limbo tra l’avere il mondo ai propri piedi e il sentirsi dannatamente soli. Nonostante i fan, la famiglia, il successo, Chester era solo a lottare contro demoni troppo più forti di lui, anche con il “supporto” di farmaci ed alcolici, e alla fine ha perso.

In una foto postata su Twitter dalla moglie solo qualche giorno prima della sua morte, Chester è sorridente, mentre trascorre una giornata in famiglia, lontano dalle luci del palco, quelle stesse che per anni lo hanno aiutato ad oscurare la depressione, ma che una volta spente, hanno rivelato un uomo fragile, debole, che a soli 41 anni ha deciso di farla finita.

La sua voce inconfondibile si è spezzata per sempre, lasciando un vuoto incolmabile.