È ancora tutto in forse, ma uno spiraglio c’è, e si sente forte.

In Pakistan è al vaglio dell’Assemblea nazionale un disegno di legge che dovrebbe finalmente vietare il triste fenomeno delle spose bambine.

Le spose bambine, come sappiamo, sono una prassi in Pakistan, come in molti altri paesi mediorientali e del corno d’Africa.

La proposta, depositata tre mesi fa, ha ottenuto il via libera dal Senato ed è a questo punto rimessa alla decisione dell’Assemblea nazionale.

L’unico ostacolo all’innalzamento dell’età da 16 a 18 anni (come in Italia), è la forte corrente islamista, che per ovvie ragioni in Pakistan è ancora molto influente.

Ricordiamo infatti che il Pakistan era parte integrante dell’India e per molti motivi, fra i quali quelli religiosi, si separò, lasciando gli Induisti e gli Islamici separati da un confine.

Il partito di Governo si è astenuto, ma nonostante ciò il Senato ha avuto i voti necessari per avallare un procedimento su cui persino la classe dirigente ha preferito non esprimersi.

Le spose bambine sono da sempre viste con naturalezza dagli appartenenti alla corrente islamista, essendo esse presenti nel Corano, ma per quanto ci riguarda, una sedicenne non potrà mai essere libera e serena se costretta a sposare un uomo di quarant’anni più grande, che di fatto deciderà per lei cosa è giusto o sbagliato.

Un augurio all’assemblea pakistana, personalmente speriamo che l’Assemblea riesca a fornire il medesimo responso del Senato, per traghettare queste future grandi donne nel mondo dei diritti umani.