L’anomia è un concetto strettamente legato a due importanti studiosi: Èmile Durkheim e Robert K. Merton.

La teoria viene alla luce negli anni trenta, sotto il cielo grigio della grande depressione americana, in quella che è una società altamente specializzata, con operai al lavoro tra catene di montaggio e impieghi meccanici ripetitivi.

Merton si concentra sulla struttura sociale, non solo come una conseguenza ma come una causa (strutturalfunzionalismo), cercando in essa quella “devianza” che avrebbe portato un uomo a delinquere, allontanandosi dallo schema sociale precostituito.

Vediamo, nello specifico, su cosa si concentra questa teoria:

Mete culturali: nient’altro che il punto di arrivo perseguito da un individuo nella società. Società diverse, spiega Merton, perseguono mete differenti, ad ogni modo nella società americana degli anni trenta, la meta per eccellenza era il successo economico.

Mezzi istituzionalizzati: non dei semplici mezzi per raggiungere una meta, ma solo quei mezzi socialmente accettati come il lavoro, la compravendita, i negozi giuridici.

In una società reale, non a tutti sarà concesso di raggiungere la propria meta, per una semplice e palese disparità di mezzi.

Ecco allora che Merton, dopo un lungo studio, arriva a definire cinque diverse tipologie di adattamento.

  • Conformità: L’individuo prende atto della disparità tra mete e mezzi, ma continua a ritenerli legittimi. Per Merton, questo è l’unico comportamento “non deviante”.
  • Innovazione: La persona “innovativa”, mantiene la sua enfasi riguardo alle mete, ma decide di raggiungerle senza usare i mezzi istituzionalizzati. Di conseguenza, al posto di lavorare, riterrà più opportuno derubare qualcuno. L’esempio perfetto del detto “Il fine giustifica i mezzi”.
  • Ritualismo: Questo comportamento è probabilmente il più comune, viene alla luce quando l’individuo rinuncia a perseguire mete che ritiene irrealizzabili, ma si accontenta dei mezzi per un vivere sereno. Trasforma, quindi, i mezzi stessi in una meta, e si perde nella routine del proprio lavoro senza sperare in meglio.
  • Rinuncia: La rinuncia è un fenomeno pericoloso, che ha più possibilità di verificarsi, quanto più la disparità sociale si acuisce. Il rinunciatario non bada più a ciò che la società ritiene accettabile o meno, il riscontro perfetto è da trovare in coloro che vivono ai margini della società, come vagabondi, tossicodipendenti, alcolizzati.
  • Ribellione: Certamente diversa dalle tre precedenti, l’individuo ribelle o rivoluzionario, non ha alcun interesse a perseguire le stesse mete degli altri individui. Non accetta i mezzi e le mete ufficiali, perché intende sostituire completamente questi due, perseguendo un diverso modello della società stessa.

Ciò che la teoria dell’anomia vuole spiegare, è che la stessa struttura sociale contribuisce a creare la devianza a tutti i livelli.

Quella di Merton è, ovviamente, una delle tante teorie sociologiche che hanno provato, provano e proveranno a spiegare la nascita del fenomeno criminale, alla ricerca dei motivi per cui un individuo decide di uscire dalla strada tracciata e dalle sue regole.