Personaggi, a cura di Francesco De Massis, Loreto Aprutino 11/01/2019

Questa intervista della rubrica “Personaggi” è a Nicholas Rasetta, nato il 21 giugno 1998 a Penne in Abruzzo, vive a Loreto Aprutino fin dalla sua nascita, perito informatico diplomato all’ IIS Emilio Alessandrini di Montesilvano con 85/100. Per me Nicholas non ha bisogno di presentazioni perché è un carissimo amico di lunga data: un compagno di viaggio, anche in questa esperienza. È iscritto al primo anno di ingegneria informatica all’università La Sapienza di Roma. Oltre a presentarti ai lettori, ti chiedo subito: da cosa nasce questa passione per l’informatica? Quando nasce? Quali sono le motivazioni che ti portano ad intraprendere questa strada?


Dunque, si parte proprio dall’inizio, da quando ero piccolo: il computer è sempre stato un mezzo interessante per giocare, poi è diventato più di un gioco. Col tempo poi crescendo, già durante la scuola media mi davo da fare con i PC della scuola…

Ricordo… (risate)

…ed anche lì ho approfondito la cosa, ma effettivamente la svolta c’è stata all’entrata della scuola superiore, quando ho iniziato a fare programmazione e a stare di più sul computer dal punto di vista sistemico e poi, col tempo, anche a casa, per hobby e con dei lavoretti al computer di qualcuno, vicini e amici, ho accumulato esperienze e quindi mi sono facilitato l’apprendimento in maniera più semplice e molto più veloce verso la macchina che è il computer. Arrivato al quinto anno mi sono diplomato da perito informatico, e alla fine ho deciso di proseguire gli studi perché la materia mi appassiona e poi mi trovo molto bene perché è il mio pane quotidiano. (risate)

A tal proposito, come hai catalizzato questa tua passione per quanto riguarda l’aspetto lavorativo? Perché sei del ‘98 e frequenti il primo anno di ingegneria, ma non hai preso l’ “anno sabbatico”. (risate)

Certo, certo, infatti subito dopo essermi diplomato ho avuto questa opportunità di entrare subito nel mondo del lavoro come programmatore web, quindi di immettermi subito nel campo della mia professione, cosa che succede abbastanza di rado ultimamente. Sono stato abbastanza fortunato da questo punto di vista: è stato creato un ottimo rapporto con l’azienda in questione, la EVO srl di San Giovanni Teatino. Abbiamo creato un team per costruire una piattaforma di e-commerce per l’azienda, molto bella ed interessante.

Purtroppo, secondo me, e forse ci troviamo d’accordo perché ci conosciamo bene, ti dobbiamo forse classificare come un’“anomalia” del sistema dei giovani, dato che ti sei trovato subito bene nella professione? Ti chiedo questo: ti consideri un’anomalia oppure una persona normale? (risate) Parlando dell’università, come mai hai deciso di iscriverti?

Per la prima domanda, dico che più che altro adesso è difficile trovare un lavoro appena usciti dalla scuola superiore, quindi appena diplomati. Essere chiamati a lavorare presso un’azienda è un po’ difficile ma per fortuna accade.
A tuo avviso da cosa dipende questa difficoltà?

Soprattutto, credo che sia per le opportunità che le aziende purtroppo non danno ai giovani, perché comunque si cerca subito la persona con l’esperienza già maturata che il giovane neodiplomato non ha. Dipende anche dal giovane stesso, che dev’essere in grado di apprendere la sua materia per poterla sviluppare poi in un ambito lavorativo. Mentre per la seconda domanda, l’università aiuta…

Perdona l’interruzione; una domanda al volo per far comprendere al meglio ai nostri lettori, la cui risposta è forse scontata: ha senso frequentare l’università?

Fare l’università ha molto senso, soprattutto se si scelgono materie tecniche o di professioni che rendono lo studio indispensabile. Posso parlare per me nell’ambito dell’ingegneria informatica: credo che avere molte basi sia molto importante per cercare un lavoro di un certo livello e con una certa retribuzione futura, ma anche per una cultura personale, perché un ingegnere è sempre un ingegnere (risate).

Ma tu, carissimo, da quanto ti conosco, (risate) non ti occupi solo di informatica, non sei solo una persona pragmatica, ma anche intraprendente e molto ostinata. Una domanda su Loreto, una realtà interna del nostro Abruzzo, perché tu e tuo fratello Elia avete intrapreso un’attività imprenditoriale, quella del “Lago dei Salici”, rilevando la concessione di un lago di pesca sportive e subentrando nell’amministrazione. Com’è Loreto? E come va l’esperienza imprenditoriale con Elia? Com’è per un giovane fare impresa in Italia?

Partendo dal paese da cui ho origine, un borgo nella provincia di Pescara che conta 7000 abitanti, dico che per i giovani Loreto sta un po’ stretta per le sue particolarità: secondo me occorre valorizzazione per ottenere degli ottimi risultati perché ha delle potenzialità ma devono essere sfruttate, sperando che i giovani come me, che stanno crescendo, possano trarne beneficio. Per quanto riguarda l’attività iniziata da me e mio fratello, come ogni attività non è facile: è piena di ostacoli e di difficoltà ma comunque tramite un buon lavoro, un’ottima capacità di amministrazione e di controllo la si riesce bene a gestire e a valorizzare, perché comunque anche un lago, che è un luogo di pesca sportiva, è sempre a contatto con molte persone, con il pubblico, quindi è a tutti gli effetti un’attività imprenditoriale. Per l’impresa in Italia, si può dire che forse andrebbe incentivata.

Per concludere, oltre all’iniziativa privata che è molto fiorente da parte vostra, c’è anche il dialogo con lo Stato, che ha un apparato burocratico. Secondo te la semplificazione amministrativa conta? Che rapporto ha l’informatica nello Stato per la Pubblica Amministrazione e per la sicurezza della rete? Come vedi il suo futuro nell’applicazione all’apparato statale?

Vedendo i primi passi fatti in quest’anno, sono convinto che sia importante per le imprese e l’informatica verso lo Stato, tramite la fatturazione elettronica, che è una cosa fondamentale ma implementata in una maniera, credo, un po’ troppo brusca perché gli italiani non vi sono abituati. Dovremo abituarci a questa nuova tecnologia che consente un maggior controllo sia per quanto riguarda l’amministrazione dell’azienda stessa, quindi della fatturazione, per evitare il lavoro nero e l’evasione fiscale, sia per la sicurezza dei dati inseriti nelle fatture tramite il commercialista e l’Agenzia delle Entrate. Devo dire che questo è già un passo avanti che lo Stato sta facendo verso la digitalizzazione dei dati, importante sia per il controllo che per la sicurezza dei dati. Credo sia fondamentale iniziare a semplificare le cose e aumentare il digitale.

Un’ultima domanda, per un finale ad effetto: quali sono le prospettive per il tuo futuro? Quali sono i tuoi sogni, dato che a vent’anni abbiamo il diritto di sognare? (risate)

Il futuro che vedo sembra positivo: spero si avvicini alla mia passione, proseguendo nel campo dell’informatica, sperando di trovare anche ambiti politici in cui potermi inserire tramite la rappresentanza, oltre che con il servizio tecnico, e di divulgare l’utilizzo dei sistemi informatici.