Nell’era della digitalizzazione compulsiva, gli oramai obsoleti mezzi di comunicazione certificata quali raccomandate A/R sono davvero diventati dinosauri in via d’estinzione.

Ma questa corsa alla digitalizzazione da cosa è stata determinata?

Alcuni attribuiscono tale fenomeno alla moda green, con l’obiettivo ridurre quanto più possibile il dispendio di carta, tale da evitare l’abbattimento delle foreste per la produzione.

Quella sopra è certo una delle motivazioni principe ma c’è altro, pensate a quanto tempo si risparmia ad inviare una Pec per disdire un contratto telefonico, fila alla posta, tempi di spedizione, etc.. Insomma parliamoci chiaro tutto è diventato più rapido e funzionale, ma..

Si, ci sono molti ma, che si presentano soprattutto nel momento in cui tu, utente, non sei a conoscenza delle sfumature di quel mezzo tecnologico.

Il titolo infatti non è scelto a caso, in molti pensano che basti una PEC ( Posta Elettronica Certificata) per far sì che il proprio contenuto sia stato univocamente inviato dal sedicente mittente ma non è così.

Spesso infatti insieme ai servizi di posta elettronica certificata le società che si occupano di fornire tali servizi mettono a disposizione pacchetti aggiuntivi che forniscono al cliente una firma digitale, già anche la PEC va NECESSARIAMENTE firmata con tale strumento, al contrario è come se aveste mandato una mail da un indirizzo semplice, con l’opzione di notifica di lettura obbligatoria.

La rescissione contrattuale infatti ha la necessità di un’univocità di provenienza, ed occhio alle società che mettono a disposizione appositi moduli di rescissione contrattuale, capita, anche frequentemente, che nonostante sia presente una dichiarazione di volontà espressa, la ricevente faccia inutili storie, che si concludono con lo storno delle fatture successive alla dichiarazione, ma solo dopo conciliazioni.

Internet ed i mezzi a nostra disposizione sono tanto belli quanto, complicatamente semplici, nel poter sbagliare.