I tarantini il 25 febbraio hanno ricordato, con una fiaccolata, tutte le vittime dell’inquinamento ambientale che Taranto piange da decenni.                                                                                                            

Questa città è piegata da un male che voracemente distrugge tutto a causa dell’inquinamento dovuto alla diossina dell’ex Italsider di Taranto, poi diventata Ilva, ed ora ArcerolMittal.                                 

La ‘’celebre’’ fabbrica locale, che produce e trasforma l’acciaio è saltata sempre alle cronache per i mancati provvedimenti presi da chi di dovere, per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini della città. E, nonostante ci siano anche altri stabilimenti molto simili in Italia, quella tarantina è al centro delle polemiche soprattutto per il tasso di mortalità infantile.                                                                                 

Tra le piccole vittime c’è Federico, un bambino di soli 9 anni, deceduto nel 2014, il cui disegno è tornato a rimbalzare sulle bacheche di Facebook con uno slogan potentissimo: ‘’Papà uccidi il mostro’’.                                                                                                                                            Federico all’età di 5 anni ha cominciato ad avvertire i primi sintomi, stanchezza, dolori addominali, fatica a mangiare; solo un anno dopo la diagnosi: neuroblastoma, già in fase avanzata.                                   

La paura, il mostro, Federico li aveva conosciuti bene e aveva affidato a delle matite colorate la sua speranza, spezzata dopo tre anni di viaggi, fatti per potersi curare. Federico però non è l’unico, sono stati tanti, troppi, i bambini e i ragazzi a cui sono state tarpate le ali.

Questa situazione non è rimasta indifferente alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dove nel gennaio 2019, sono stati accolti i ricorsi presentati negli anni da 180 cittadini, arrivando a una condanna per lo Stato italiano per non aver tutelato il diritto alla salute dei cittadini ma aver sempre rinviato il rispetto dei vincoli ambientali.

Sono state tante le promesse, tante le proteste, tanti i morti, eppure i cittadini di Taranto devono ancora fare i conti con questo male, che se pur produce lavoro, apre un ricatto sociale insostenibile.