“Di veramente bello c’è soltanto quello che non può servire a niente; tutto ciò che è utile è brutto perché è espressione di qualche bisogno”
-Thèophile Gautier-

É davvero l’arte fine a se stessa, come sosteneva il parnassiano Thèophile Guatier, davvero osservando un quadro non si prova nulla tranne che mera ammirazione?
Oggigiorno, molti sono convinti che l’arte non serva a nulla, che i musei siano in disuso e preferiscono un soggiorno in una località balneare piuttosto che all’insegna della cultura, questo perché il sapere e l’arte stanno perdendo il proprio fascino.

Oggi prenderemo in esame uno dei capolavori indiscussi del XIX secolo: “Notte stellata”, di Vincent Van Gogh, dipinto nella stanza di un vecchio manicomio in Provenza.
Il dipinto si apre a sinistra con un alto cipresso, intermediario fra cielo e terra, raffigura quasi una fiamma che divampa verso l’infinito; accanto al cipresso è raffigurato un piccolo paesino che potrebbe alludere a quello natale dell’autore; parte protagonista la ha il vorticoso cielo stellato, che occupa i tre quarti del dipinto.
L’arte non è distaccata dalla realtà, non serve solamente per riempire gallerie, può aiutare molto più di quello che si crede, i pittori sono persone proprio come le altre, vivono gioie, sofferenze, amori forse ancora più intensamente di quanto potrebbe fare chiunque altro. Spesso gli adolescenti si sentono soli, incompresi e abbandonati, magari non sanno cosa fare della propria vita, vivono le scelte come un peso immenso, credono di essere sbagliati, di non poter raggiungere nessun obiettivo, non di rado arrivano a convincersi che la vita non valga la pena di essere vissuta. É qui che entra in gioco l’arte, la stella che brilla nel cielo vorticoso, dimostra che c’è qualcuno che come te, ha vissuto la stessa situazione, ha provato quello stesso senso di inutilità e di angoscia; colui che tutti ritenevano “fallito” ha poi regalato mondo uno dei quadri più ammirati, copiati e apprezzati nella storia dell’arte. Van Gogh aveva perso il senso della vita, ma nonostante questo non smise mai di stupirsi, di meravigliarsi, di amare.
E solo chi sa amare, sa vivere davvero.
L’arte è la stella polare di chi sente perso, dovrebbe essere letta con occhi nuovi, perché può dare il vero senso della vita.

Vincent Van Gogh, 1889, olio su tela, 72×92 cm, Museum of Modern Art, New York