Dati drammatici sulla deforestazione amazzonica, diffusi a luglio e negati dal presidente, stanno sollevando reazioni di preoccupazione e indignazione in tutto il mondo, anche a fronte dell’incendio che oramai brucia l’equivalente di due campi da calcio ogni minuto.

 

“La nostra casa sta bruciando. Letteralmente. La foresta pluviale amazzonica – il polmone che produce il 20% dell’ossigeno del nostro pianeta – è in fiamme. È una crisi internazionale. Membri del vertice del G7, discutiamo di questa emergenza tra due giorni! #ActForTheAmazon”.

 

Così si esprime il Presidente Francese Emmanuel Macron in un Tweet di qualche ora fa, dove appunto chiede che se ne parli al prossimo G7 che si svolgerà proprio in Francia a Biarritz, in Nuova Aquitania dal 24 al 26 agosto.

 

Il tweet di Emmanuel Macron sfida apertamente Jair Bolsonaro, levandogli voce in capitolo. Infatti, la proposta francese di mettere in agenda la foresta pluviale amazzonica escludendo di fatto il Brasile, che non è né incluso e né invitato.

 

Bolsonaro non l’ha presa bene. Lo confermano i suoi tweet rabbiosi, in cui, oltre a ribadire la sovranità brasiliana sull’Amazzonia, dà del colonialista al presidente francese. Una diretta sui social di 18 minuti chiude il disappunto del presidente dell’ultra destra.

 

“Mi dispiace che il presidente Macron cerchi di strumentalizzare una questione interna del Brasile e di altri Paesi amazzonici – ha scritto il leader populista – per vantaggi politici personali. Il tono sensazionalista con cui si riferisce all’Amazzonia (aqccompagnato tra l’altro da foto false) non fa nulla per risolvere il problema. Il governo brasiliano rimane aperto al dialogo, basato su dati oggettivi e rispetto reciproco. Il suggerimento del presidente francese di discutere le questioni amazzoniche al G7 senza la partecipazione dei Paesi della regione evoca una mentalità colonialista fuori luogo nel 21esimo secolo”. 

 

Necessario è ricordare che la foresta amazzonica non è un bene pubblico annesso allo Stato del Brasile poiché contribuisce a più del 30% dell’ossigeno sul Pianeta. 

 

Anche Chef Rubio ha postato sul suo profilo una descrizione che dovrebbe farci riflettere

 

“Se l’Amazzonia avesse la forma di una cattedrale, oggi il mondo sarebbe commosso”

 

Ovviamente il riferimento è a Notré Dame di Parigi, con la sola differenza che l’arte, anche quella architettonica può essere ricostruita mentre il nostro ecosistema una volta alterato non può più tornare ad essere quello che ci è stato donato