IF! Italians Festival 2019

Creatività è la parola che ha dominato il Base di Milano da giovedì 7 a sabato 9 novembre 2019.  È infatti in questi tre giorni che ha preso luogo IF! Italians Festival con la sua sesta edizione a tema #metteteviscomodi, #stayunconfortable. 

L’evento, organizzato e promosso da ADCI e UNA, presentato in occasione della 66ma edizione dei Cannes Lions, ha attirato centinaia di creativi da tutto il mondo.

I numeri parlano chiaro: dal 2014 ad oggi il Festival ha contato oltre 450 ospiti italiani e internazionali, oltre 150 partner, 350 eventi, 100 live streaming e più di 20.000 presenze!

L’IF, nonostante le poche edizioni e la sua giovane realtà ha riscosso tanto successo, soprattutto negli ultimi due anni. Questo grazie all’esteso target che abbraccia e alla varietà di professioni che coinvolge.

Entrando al Base di Milano nell’atteso “weekend creativo” si possono trovare illustratori alle prime armi, ma anche esperti del settore ed insegnanti di fama. Per non parlare delle numerose aziende, agenzie pubblicitarie, centri media, editori, discografici, istituzioni e scuole di formazione.

Tanti sono anche i giovani curiosi, i comunicatori del futuro, numerosi nella fascia tra i 20 e i 30 anni con il ruolo di spettatori nelle conferenze, ansiosi di scoprire le nuove tendenze e i tanti esempi di innovazione con i quali gli esperti si presentano al Festival. 

Un ospite importante, compagno di ricerca dei nostri smartphone, main partner dell’ IF è Google, che oltre a mandare come ospite il marketing director del suo team creativo, Vincenzo Riili, per una conferenza intitolata “A more represented world needs a change in habits”,  ha allestito uno stand in Base.

Tutti i partecipanti al festival hanno potuto scegliere uno dei 250 e più loghi di Google da stampare sul momento su una borsa di tela bianca che lo staff consegnava al cliente in pochi minuti, “calda di stampa”! Ed è grazie a Google che un giovane ospite dell’ IF! è diventato una scrittore di romanzi e sta scrivendo una sceneggiatura di una serie TV che uscirà su Netflix nel 2020, “Zero”.

Stiamo parlando di Antonio Dikele di Stefano,  ragazzo Nato a Busto Arsizio da genitori angolani,  appassionato di musica hip-hop compone alcuni brani sotto lo pseudonimo di “Nashy”. È uno dei creatori della rivista hip-hop/rap Essemagazine. Debutta con un romanzo auto-pubblicato, in seguito riedito, riveduto e corretto da Mondadori nel 2015.

Successivamente pubblica altri quattro romanzi di cui l’ultimo diviso in due parti. Antonio afferma che è proprio grazie alla ricerca su Google “come pubblicare un romanzo?” che ha pensato all’ auto-pubblicazione facendosi notare dalla Mondadori e diventando così uno degli scrittori contemporanei più giovani pur non avendo una carriera universitaria alle spalle.

A proposito di hip-hop e rap: ospite insieme a lui nel talk chiamato “La scomodità come chiave del brand content”  tenutosi il terzo giorno del festival, il realizzatore dei progetti di Dikele, David Fischer, e la manager discografica di Marracash, Paola Zukar.

I tre giorni dell’ IF! sono stati divisi in tre temi principali: si è partiti con scelte coraggiose, per raccontare casi e analizzare situazioni scomode che portano fuori dalle comfort zone, per poi passare al tema del cambio di prospettiva in cui si è parlato di ridefinire nuovi paradigmi, scovare nuovi punti di osservazione per stare al passo con un mercato in continuo fermento e mutamento. Il terzo focus è stato sulla (dis)intermediazione, parola chiave di questi tempi post-rivoluzione digitale.

La tecnologia in primis ha dato il suo grande contributo all’evento con le cuffie bluetooth grazie alle quali il pubblico ha potuto ascoltare le conferenze addirittura dal bagno, ma la novità è anche, e soprattutto, la creatività vista come chiave per il successo di una Industry e di un Paese in questo secolo, tema che il festival ha voluto sottolineare.

Questo cambio di prospettiva risalta ancora di più nella partnership che l’innovazione tecnologica (maggiormente attraverso i media) e la creatività, generano in questo festival e nel mondo della comunicazione in generale, ed è lì che si sfrutta davvero l’arma a doppio taglio che è la tecnologia: stando al passo con i tempi e con le innovazioni digitali, ma usando il pensiero che si manifesta nella creatività.

“Il digitale sarà il driver con il quale si comunicherà”- annunciano gli ospiti nel talk dell’ IF! intitolato “La pubblicità è morta, la live communication è viva che più che mai”; tutto questo con il 5G grazie al quale si potrà seguire qualsiasi evento in live.

Gli esperti continuano parlando di dimensione fisica e digitale di come vadano a pari passo: è per questo che c’è bisogno dell’integrazione con gli eventi. 

A breve a Milano ci sarà la live communication week: è quindi evidente che gli eventi stanno diventando i principali mezzi di comunicazione, insieme ai media. Specialmente nelle metropoli gli stimoli sono tanti per i creativi, gli eventi sono molteplici e abbracciano gli interessi di tutti: è affascinante.

Il mercato è in continuo aggiornamento, e anche noi dobbiamo aggiornarci, no?

Ma il giovane quanti stimoli può reggere?

Non sarà tutto troppo, a lungo andare, questo continuo aggiornamento?