“Una bellezza generata dalla povertà”.

Forse la chiave di lettura di quest’anno in cui Matera sarà la Capitale europea della Cultura l’ha fornita, il 19 gennaio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Prendendo spunto da un classico della letteratura del nostro Novecento, quel Cristo si è fermato a Eboli in cui Carlo Levi, dopo aver descritto la tragica condizione sanitaria e sociale dei sassi materani, prende spunto da essa, la fonde con il complessivo panorama materano e giunge ad affermare che chiunque veda Matera non può che restare «profondamente colpito dalla sua dolente bellezza». E citando un altro classico immortale come L’idiota di Dostoevskij, «la bellezza è un enigma», ecco che questa bellezza avrà un senso solo se saprà conservare la sua originalità, dando vita a una nuova strada di sviluppo culturale, per la Basilicata e per l’intero Meridione.
Una bellezza povera e dolente perché costruita dal quotidiano lavoro di tanta gente con il suo dolore, la fatica del vivere e la sua secolare sofferenza. L’enigma è invece tutto situato nel futuro che questa bellezza sarà capace di generare.
La speranza infatti è quella che da questo evento nasca una nuova economia materana, fondata sulle loro caratteristiche sociali ed economiche, così che anche il turismo non diventi assolutizzante, ma uno sviluppo complessivo ed equilibrato che sappia mettere al centro anche i settori tradizionali e ricchi di prospettive, come l’agricoltura.
Matera – già definita dall’Unesco patrimonio dell’umanità – comincia il suo anno da protagonista con il discorso del capo dello Stato, e tra sfilate, performance di artisti, la grande parata di 20 bande musicali, fuochi pirotecnici, è diventata immagine dell’Europa perché ha dimostrato come la storia più antica possa aiutarci ad aprire la strada per un domani migliore. Matera ha saputo dare nuovo valore alle sue origini.
Non solo, ma questa città è soprattutto simbolo del Mezzogiorno italiano che vuole innovarsi e crescere, sanando fratture e sollecitando iniziative. Durante la cerimonia di inaugurazione, Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato: «Questo è un giorno importante per l’Europa che dimostra di saper valorizzare le sue culture. Giorno di orgoglio per i materani e per la Basilicata. Giorno di orgoglio per l’Italia che vede una delle sue eccellenze all’attenzione dell’intero continente. La cultura costituisce il tessuto connettivo della civiltà europea. Non cultura di pochi, che marca le disuguaglianze dei saperi e delle opportunità, ma cultura che include, che genera solidarietà».
Matera è la prima città ad essere stata scelta come capitale europea della cultura, una scelta che riveste un significato e un’occasione per tutto il meridione. La città dei sassi, come tante altre città del Sud, è una città viva, dove vi è un’energia che vibra, che non potremmo trovare altrove.