Lo scorso 20 marzo, a San Donato Milanese alle porte di Milano, un autobus scolastico con a bordo 51 bambini è stato dirottato e incendiato. L’autore del gesto estremo è stato Ousseynou Sy, cittadino italiano di 46 anni originario del Senegal. Quest’ultimo era l’autista del pulmino scolastico, ed aveva il compito di portare i bambini dalla scuola media di Crema fino alla palestra. Quel giorno però, il tragitto aveva assunto un percorso diverso, di fatti Sy era diretto verso Milano, in particolare verso la zona aeroportuale, presumibilmente Linate. Sin da subito i ragazzi, 51 tutti frequentanti la seconda media, hanno sentito frasi come “Oggi da qui non esce vivo nessuno”. L’autista ha quindi legato i ragazzini e iniziato a spargere nel mezzo benzina, da numerose taniche che aveva precedentemente riempito. Uno dei ragazzi, il cui nome sta rimbalzando sui giornali di tutto il Paese, tale Ramy, tredicenne di origini egiziane, è riuscito ad avvisare le Forze dell’Ordine, le quali sono intervenute e sono riuscite ad intercettare il mezzo ad altezza della strada provinciale 415. Dapprima lo scuolabus ha speronato una volante ed in seguito sbattendo contro il guardrail ha terminato la sua marcia. Sy, con un accendino in mano ha minacciato di appiccare l’incendio, e mentre i militari erano alle prese col dirottatore, nel retro del bus i Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese, coadiuvati dalla Compagnia di Paullo, rompevano i vetri facendo uscire i presenti. Resosi conto dell’azione dei Carabinieri, Sy dà fuoco al combustibile il quale incendia il mezzo. A questo punto le azioni di soccorso divengono ancora più concitate, ma alla fine il bilancio è positivo, solo qualche lieve escoriazione per i ragazzini scampati al folle gesto. Il dirottatore nel frattempo, a causa di alcune ustioni, è stato trasportato presso l’ospedale di Niguarda. Le accuse per Sy sono di sequestro di persona e tentata strage, dato che al momento dell’accensione del liquido infiammabile, sul mezzo erano ancora presenti dei ragazzini.

Un grande plauso alle Forze dell’Ordine, le quali si sono dimostrate nuovamente tra le più preparate d’Europa e sono riuscito a sventare quello che a tutti gli effetti si è dimostrato essere un attentato terroristico. Di fatti, il quarantaseienne di origine senegalese, pare volesse fare un’azione dimostrativa contro i morti nel Mediterraneo e contro le politiche migratorie dei ministri Salvini e Di Maio. Da qui l’opinione pubblica si è divisa in due. Dalla quantomeno discutibile dichiarazione, di Livia Turco Ministra della Salute dal 2006 al 2008, secondo la quale il folle gesto di Sy “Va condannato, ma compreso”, inutile dire come a furor di popolo la Turco si sia esposta alla gogna mediatica. Anche Gad Lerner, noto giornalista, è stato oggetto di pesanti critiche a seguito di un suo tweet “La follia criminale del cittadino italiano #OusseynouSy è l’esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati additandolicome privilegiati, negando le loro sofferenze e la loro umanità. Impersonata dai carabinieri e dai bambini di #SanDonatoMilanese”.

Anche le reazioni dei più conservatori non sono state meno criticabili. Lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel pubblicare la notizia dell’attentato, ha definito Sy come un “Senegalese con cittadinanza italiana”, quando se si ottiene la cittadinanza si è italiana a tutti gli effetti, al massimo il terrorista poteva essere definito come un italiano di origine senegalese. Infatti, Sy è cittadino italiano dal 2004, anno in cui ha sposato una donna italiana con la quale ha avuto due figli per poi separarsi.
Ciò che davvero fa scalpore e rimane difficile da comprendere, è come un uomo con precedenti penali per guida in stato d’ebrezza e abuso su minore, abbia potuto ottenere un posto come autista di scuolabus. Egli ha lavorato per 15 anni nell’azienda Autoguidovie, prima come addetto delle pulizie, e poi a seguito delle sue qualità, è stato trasferito alla guida dei pulmini scolastici. I colleghi ricordano la sospensione della patente, ma definiscono il 46enne come una persona cordiale e tranquilla. Lo stesso barista della stazione di Crema, l’ultimo a vederlo prima che andasse alla guida dello scuolabus, lo ha definito come “tranquillissimo”. E ora si giunge all’altro nodo cruciale della questione. Ramy, il tredicenne che ha avvisato il 112, è egiziano senza cittadinanza italiana. Al momento in Italia, la cittadinanza, è concessa secondo il criterio dello Ius sanguinis, ovvero se si nasce o si è adottati da cittadini italiana. Si può anche divenire cittadini nascendo da una coppia di genitori apolidi, i quali non possono trasmettere la cittadinanza del loro
paese d’origine.

La cittadinanza, può essere acquisita dopo 10 anni di residenza e dimostrando di possedere mezzi di sostentamento propri. Per i minori invece, bisogna aspettare il compimento del diciottesimo anno di età. La si può anche ottenere per meriti speciali tramite un Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno. Lo stesso Ministro Di Maio, ha sollecitato tramite un post di Facebook, la concessione della cittadinanza a Ramy e la revoca della cittadinanza a Sy. Il Ministro Salvini, pare si sia messo all’opera per accertare la situazione di Ramy, e a quanto si apprende, sarebbe pronto a farsi carico delle spese e a velocizzare le procedure per riconoscere la cittadinanza al piccolo eroe. L’interrogativo, ora, sorge spontaneo. Può la cittadinanza essere sventolata come un premio da concedere o revocare a seconda dei casi?

Intanto Sy pare non essersi pentito del gesto, anzi lo rifarebbe. Di fatti il legale dell’accusato, Davide Lacchini, avrebbe sollecitato la perizia psichiatrica. Nei prossimi giorni ci sarà la decisione del Gip Perna, il quale non sembra essere convinto circa i segni di squilibrio dell’uomo.