Nuove elezioni, nuovi equilibri all’interno degli organi sovranazionali. Infatti proprio oggi ci sono state le nomine dei Presidenti del Parlamento Europeo, della Commissione e della BCE.

L’Europa sta attraversando, sin da quando è stata costituita un periodo di crisi sommessa, in cui seppur nei limiti previsti, molti Paesi si definiscono euroscettici ed altri addirittura paventano l’idea di un’uscita all’inglese, a baluardo di tali ideologie anti-europeiste c’è il partito fondato da Nigel Farage il quale ha inscenato una contestazione, mettendosi di spalle durante l’inno alla gioia della prima seduta del Parlamento Europeo, per ribadire la loro posizione: un’uscita dall’Ue rapida e senza concessioni. 

A rimanere seduti anche alcuni parlamentari francesi del gruppo sovranista Identità e Democrazia e indipendentisti catalani a sottolineare che il caso inglese potrebbe non essere un caso isolato.

Ma vediamo chi sono i nomi che presiederanno le più alte cariche d’Europa.

Ursula von der Leyen, tedesca, è la prima donna a diventare Presidente della Commissione europea è una fedelissima della cancelliera tedesca Merkel, tanto da essere per anni indicata come la sua vera erede.

Christine Legard, francese, è stata la prima Ministro dell’Economia donna di un Paese del G8 nonché la prima direttrice del Fondo Monetario Internazionale. Lo scorso settembre il Financial Times le chiese se fosse interessata a diventare la nuova presidente della Banca Centrale Europea, la sua risposta:” No, no, no, no, no”.

David Sassoli, italiano, è un giornalista, ex Vice-direttore del Tg1 ed eurodeputato dal 2009. L’annuncio avvenuto in mattinata anche nell’aula di Montecitorio ha fatto partire un’applauso generale, nonostante alcuni partiti anche della maggioranza non abbiano contribuito alla sua elezione.

Per l’Italia il team composto in Europa non è stato delineato come un “dream team” il peso della nostra nazione rispetto alle nomine della scorsa legislatura europea è sceso. Per quanto concernerà le politiche economiche e monetarie ha già affermato la neo Presidente che saranno portate avanti politiche di continuità nel rispetto delle misure adottate da Mario Draghi. Insomma come si dice in queste occasioni “bene, ma non benissimo” anche di fronte alla rigidità tedesca che quasi mai ci ha fatto sconti nel passato sia recente che remoto.