Nell’ultima settimana è divenuto virale il servizio dell’inviato de Le Iene Nicolò De Devitiis, in cui viene intervistata Francesca Costa, l’appariscente madre del centrocampista della AS Roma Nicolò Zaniolo.

Il calciatore diciannovenne, in forza alla squadra capitolina, è salito alla ribalta dei riflettori sia per il talento espresso in questa prima parte del campionato, sia per le voci che ha sollevato sua madre Francesca attraverso i suoi selfie, da molti definiti anche “Provocanti”. In questo contesto s’inserisce il servizio di De Devitiis, in cui la presenza del giocatore nell’intervista risulta come uno sfondo per porre le domande alla madre. Sin dall’inizio si intuisce dove il servizio vuole andare a parare; il suo unico scopo è quello porre in cattiva luce la Costa, facendola apparire quale mamma negligente, incapace di tutelare il proprio figlio dalla potenza abbagliante dei riflettori. In tal senso, viene anche accusata di sfruttare la notorietà di Zaniolo per un suo tornaconto personale. Viene quindi inscenato un provino per il noto reality Grande Fratello, in cui le domande hanno prevalentemente il gusto dell’ambiguità. La Costa, viene definita dallo stesso inviato come “La MILF più cliccata d’Italia”, senza indugi già prima di incontrarla. Viene da subito evidenziato come il profilo Instagram della Costa sia aumentato di followers in maniera vertiginosa e da lì si passa a domande più tecniche del tipo: “La tua posizione preferita qual è?”. La Costa non volendo o facendo finta di non capire interpreta la domanda non in maniera ambigua pensando che De Devitiis si stesse riferendo ai selfie. Zaniolo interrompe l’imbarazzo generale con un: “No, non hai capito forse”. Si continua con un: “Mi fai la faccia sexy?”. Si passa poi all’argomentone: “Parliamo un attimo di misure”. Dopo le generiche domande circa le dimensioni dei campi da calcio, l’inviato chiede le misure della Costa; vita, seno ecc.

Dopo questa serie di domande l’atteggiamento di Zaniolo cambia radicalmente. Comprensibilmente stizzito dall’atteggiamento della iena esprime la sua contrarietà ad una simile intervista. “Preferisco che si parli più di me in campo che di me fuori”, così il giovane centrocampista manifesta il proprio dissenso. A causa dell’insistenza del De Devitiis, Zaniolo esce dalla macchina, salvo poi rientrare per intimare all’inviato di andarsene. 

A seguito del malinteso e delle critiche ricevute, De Devitiis si è scusato pubblicamente con Zaniolo e sua madre, a cui ha regalato anche un mazzo di rose, rigorosamente giallorosse. Un gesto sicuramente galante, ma che non cancella un servizio altamente ambiguo e banalizzante. Banalizzante poiché, come ben si sa, la redazione de Le Iene è da sempre schierata in prima linea nella battaglia per i diritti delle donne. Con questo servizio si è dimostrata una certa confusione ed ipocrisia. Qui vengono anche evidenziati i limiti della trasmissione, da sempre accusata di trattare i propri argomenti in maniera sensazionalistica, ovvero quello di dover accontentare una larga fascia di pubblico. Se con le iniziative a favore del mondo femminile, si va ad accattivare quella fascia di pubblico più progressista, con servizi come questo si accontenta, purtroppo, quella larga fascia di italiani che vedono la donna come mero oggetto del desiderio. Commenti irriverenti, direi maleducati, sono apparsi di recente sul profilo Instagram della Costa, e il servizio non ha fatto altro che aizzare altre masse a commentare in malomodo. In un’epoca in cui le donne, soprattutto sui social, sono bersaglio giornaliero, non solo dei cosiddetti haters, ma anche da un folto gruppo di pervertiti, servizi come questo andrebbero quanto meno evitati. Ciò che scandalizza è la presenza durante l’intervista del figlio Nicolò, un talentuoso diciannovenne già esposto a forti pressioni sul campo, al quale non dovrebbero esseri dati ulteriore motivi di tensione. È tipico del giornalismo italiano, in questo caso quello sportivo, di trattare più la vita privata dei personaggi anziché le loro gesta pubblica. In questo modo diviene assai semplice bruciare nuovi talenti per assecondare la smaniosa voglia di gossip. Si veda il caso di Mario Balotelli, un giorno pompatissimo dai media e l’altro sacrificato come capro espiatorio delle sconfitte della squadra. “Why always me?”, recitava una scritta su una maglia, fatta vedere a seguito di un goal per il Manchester City.

Zaniolo, è umile, anche se è già stato ripetutamente accostato a Francesco Totti. Lo stesso Totti, quando era ancora un giovane talento di cui si sapeva poco, veniva salvaguardato dall’allora allenatore Carlo Mazzone. Di fatti, quando giungevano i cronisti da Totti anche solo per fare una domanda, Mazzone lo prendeva sottobraccio e diceva lui: “Francè, vatti a fa’ la doccia”. 

In conclusione, a prescindere dal fatto che Le Iene hanno palesemente violato la vita privata di due persone, molto fragili al giorno d’oggi, poiché il primo è un giovane di nemmeno vent’anni nuovo all’esposizione mediatica e alle ansie che ne derivano, e una donna, che mai come nella società odierna è in difficoltà. Pur aumentando la tutela e la lotta per la parità di diritti, anche con risultati considerevoli, in Italia solo nel 2018, vi era una media di una donna uccisa ogni tre giorni. Logico è distinguere l’offesa o il “complimento” ignorante dall’omicidio, ma l’ossessivo disturbo del giudicare una donna da come si veste o da come si atteggia nelle foto è il primo passo verso l’annichilimento della donna stessa.

Quando tutti saremo in grado di accettare che una ragazza possa andare in minigonna, senza esser considerata una poco di buono, saremo delle persone migliori. Quando ancora sentiremo al telegiornale la sciagurata notizia di uno stupro e non vomiteremo frasi come “Se ti vesti scollata o ti metti il perizoma te la sei cercata”, potremo dire di essere una Civiltà.