Probante o non probante, questo il è dilemma: il contenuto può nuocere gravemente al vostro comportamento.

Prima dell’avvento dei social, chiunque aveva una sola vita, dopodiché ci siamo sdoppiati ed a volte anche triplicati, vivendo parallelamente più vite virtuali; si pensi alle molteplici mail o ai numerosi profili instagram, aziendali e non.

Ma cos’è lo screenshot? Un po’ tutti ne sono a conoscenza, è utile a immortalare l’immagine sullo schermo, trasformandola in una foto. Ma dal punto di vista legale che valore ha uno screenshot?

Fino alla recente sentenza 8736/2018, per avere una valenza probatoria, lo screenshot, doveva essere autenticato da un pubblico ufficiale attraverso perizie tecniche irripetibili a norma del Codice di Procedura Penale.

La questione affrontata dalla Suprema Corte, ha avuto ad oggetto alcuni articoli diffamatori di una testata giornalistica online, che avevano offeso la reputazione di un esponente politico, precisamente il Presidente di una Provincia italiana.

In primo grado il direttore del giornale, nonché autore degli articoli, veniva condannato per diffamazione, sulla base di una prova decisiva costituita da una copia cartacea degli screen del sito internet. In seguito, la Corte di Appello ha annullato la condanna, ritenendo non attendibile come prova documentale lo screenshot, perché non autenticato da un notaio.

La questione è dunque giunta all’attenzione della Suprema Corte che ha ritenuto assolutamente valida come prova documentale la copia cartacea dello screenshot. I giudici della Cassazione hanno precisato che “i dati di carattere informatico contenuti in un computer rientrano tra le prove documentali e per l’estrazione di questi dati non occorre alcuna particolare garanzia; di conseguenza ogni documento acquisito liberamente ha valore di prova, anche se privo di certificazione, sarà poi il giudice a valutarne liberamente l’attendibilità.”

Dunque, in conclusione la Corte di Cassazione ha ritenuto lo screenshot un documento informatico valido come prova documentale e riconducibile alla categoria di cui all’art. 234 c.p.p.; di conseguenza per acquisire i relativi dati non è necessaria la procedura dell’accertamento tecnico irripetibile ma è sufficiente una semplice operazione meccanica, che non modifichi il contenuto dei dati.

Quindi occhio, non esagerate con le vite virtuali perché ciò che è caricato su “internet” anche laddove venisse eliminato, sarà comunque facilmente reperibile.

É soprattutto necessario essere consapevoli di ciò che si pubblica, perché qualsiasi dichiarazione può essere usata contro di Voi.

Nessun timore però, la libertà di manifestazione del pensiero è ancora lì nella nostra bellissima Costituzione, ad oggi.