Non si può davvero, fermare l’odio?

 

Il titolo è abbastanza lapidario e non lascia spazio a molte interpretazioni.

Ciò che è accaduto il 7 dicembre scorso a Corinaldo, paese dalle seimila anime nell’anconetano, non può lasciare indifferenti. Sei morti e sette feriti gravi, tra i deceduti cinque minori e una madre andata ad accompagnare la figlia, la quale non voleva perdersi il concerto del suo idolo, il trapper Sfera Ebbasta. Non spetta a me accertare le responsabilità dei fatti, c’è un’indagine che ora dopo ora sta dando alla luce un quadro sempre più nitido. Quindi, a prescindere dalla leggerezza dei ragazzi con lo spray e il sovraffollamento delle sale della discoteca, mi preme trattare un argomento in particolare. Molte sono state le reazioni del web, da parte di addetti ai lavori e non solo. Su tutti il producer Dj Argento, il quale pubblicando un post irriverente sulle vittime di quella tragica serata si è attirato le ire dei più, tra cui diversi artisti Hip-hop come Egreen e Rasty Kilo. Il producer, che forse non si aspettava una tale visibilità, è stato costretto a chiudere i diversi profili social, dove sono comparse minacce anche per il figlio minorenne. Massiccia è stata la mobilitazione degli artisti vicina a Sfera Ebbasta, i quali hanno annullato le date previste per il week-end dell’Immacolata, anche se diversi rapper hanno preferito suonare, come Hyst e il romagnolo Young Signorino, rispettando gli impegni presi con i propri fan. Singolare è stata però, la reazione sui social. Persone che hanno criticato la scelta di etichettare Sfera rapper e non trapper, altri invece hanno insultato i giovani in quanto pongono a rischio la propria vita per ascoltare “certa gente”, come se le responsabilità degli attentati di Manchester fossero da imputare ad Ariana Grande. Altri commenti, addirittura affermavano che, se i ragazzi non fossero andati in discoteca, ciò non sarebbe accaduto. “Ai miei tempi alle 9 si stava a casa”. Ahi-noi, il calibro dei commenti non si è elevato a più di quanto riportato, ma tutto ciò è paradigmatico di un modo di agire e pensare tipicamente italiano. In un momento di estrema inquietudine in cui il silenzio sarebbe la miglior risposta per rispettare la perdita di queste giovani vite, non si perde occasione per salire alla ribalta di quei flebili riflettori che sono i social. Con l’occasione, rivolgo le mie più sentite condoglianze ai parenti delle vittime.