Questa è una storia breve ma intensa, una storia di specchi e coscienza, una storia vera.

C’è un popolo, nel cuore del mediterraneo, a cui si imputa il più grande merito per il contributo alle arti, al diritto, all’ingegneria, alla cultura.

Un popolo di conquistatori dal sangue latino, di pastori nomadi oppressi che sono finiti a dominare la maggior parte del mondo conosciuto e sì, quel popolo oggi corrisponderebbe a noi: agli italiani.

Jeremy Bentham (1748-1832) ebbe come faro dei principi giusnaturalistici Cesare Beccaria, infatti parlando della celebre opera “Dei delitti e delle pene” disse che la dottrina ivi perseguita era un “vangelo proveniente dalla cultura italiana”.

Lo siamo stati certamente, grandi uomini, ma oggi non è più così.

Il mondo è andato avanti, sviluppandosi sulle fondamenta che i nostri antenati hanno fornito indistintamente ad altri come a noi, ma noi abbiamo smesso di evolverci.

L’Italia è ferma perché gli italiani hanno smesso di crescere.

Dal primato culturale siamo passati a tipi di intrattenimento diversi, rivendicando il primo posto in Europa per il turismo sessuale nel mondo.

Riguardo al turismo sessuale è bene ricordare che non è solo quello praticato dalla moltitudine di italici stalloni, ma soprattutto quello perpetrato dalle donne, spesso superanti la cinquantina, che decide vigorosamente di spassarsela con bambini thailandesi ed algerini.

Al turismo sessuale, ad onor del vero, andrebbe affiancata l’immensa percentuale di evasori fiscali, ancora una volta tra i primi nel mondo (terzi in area OCSE), per non farci mancare nulla sulla lista dei popoli più virili e patriottici.

Aggiungere a questo il tasso esorbitante di analfabetismo funzionale e l’irrisoria percentuale di laureati che abbiano anche solo una triennale, mostra un quadro nient’affatto generoso.

Al netto delle considerazioni politiche l’Italia sta affondando per colpa degli italiani che da un punto di vista economico evadono le tasse, non si specializzano e non sanno più comprendere un testo, mentre da un punto di vista morale spendono i loro soldi più di ogni altro per andare a caccia di minorenni in paesi esotici, un po’ come Theodore Roosevelt andava a caccia di fiere nella giungla.

Se volessimo badare solo al dato giovanile, che un giorno sarà chiamato a sostituire l’attuale classe dirigente, troviamo una generazione inginocchiata, con un tasso di abbandono scolastico elevatissimo, una media di disoccupati disarmante e sempre meno possibilità di competere con il resto dei giovani nell’aria Euro.

Siamo stati santi, poeti, navigatori, imperatori, politici, ma oggi siamo il nulla mischiato col niente, ed ogni minuto perso ad ignorare la nostra condizione, è un metro a cui restiamo indifferenti mentre la nostra Repubblica cola a picco.

Non abbiamo bisogno di mostrarci forti, abbiamo bisogno di diventarlo di nuovo, con il sudore della fronte, il sacrificio e quella determinazione che da nomadi ci trasformò in imperatori.