Arriva un momento in cui inizi a porti delle domande, alcuni la chiamano senso di criticità altri preferiscono denominarla, ingerenza.

Un sabato sera, di quelli in cui hai solo voglia di sdraiarti, vedere un film con la tua dolce metà, ti capita uno di quei video, i soliti, quelli sulle stragi di 25 anni fa.

Immagini viste e riviste, che però ti lasciano sempre qualcosa in più ogni volta che le fissi, sgomento impietrisci di fronte alla brutalità della Sig.ra.

Una domanda però in molti, io in primis, non si sono mai posti. 

Oggi la Mafia che forma ha? Perché da un giorno all’altro niente più stragi, niente più agguati?

L’abbiamo sconfitta! 

No.

Il quesito del sabato sera era divenuto un caso di Stato, tanto da ricercare testimonianze su testimonianze che mi facessero comprendere che fine avesse fatto questa malevola entità.

Da Capaci a Palermo, passando da Mezzojuso, Corleone e Godrano, alcuni noti, altri meno ma queste sono state le tappe ricorrenti delle stragi di quegli anni, “terminate” a Milano e Roma quando oramai la Mafia era diventata lo Stato stesso. 

Le voci fuori dal coro erano troppo rumorose, i proiettili non bastavano più, era necessario andare oltre. Intrecciarsi con le istituzioni presumibilmente era la via più complessa ma certamente la più proficua. 

Oggi si è tornati a dire che la Mafia non esiste ma forse l’espressione più corretta è che la Sig.ra Silente è viva, respira e si nutre dell’omertà di chi non vuole o semplicemente di chi non può denunciare.

La Sig.ra passeggia, ogni giorno, spesso anche scortata nei Palazzi di Città, li dove nessuno riesce a scorgerla.

La Sig.ra che ha la forma che noi non crediamo essa abbia, il tuo migliore amico, il tuo confidente, il tuo datore di lavoro, il tuo collega. Pensi ancora di averla sconfitta?

Spesso capita ci prenda per mano o sottobraccio, travestita da soluzione ai nostri problemi ma altro non è che la pillola di cianuro schiacciata sotto i denti della società.