La Rivoluzione americana, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione cubana, la Rivoluzione industriale, il Boston Tea Party, la Marcia del sale, la Marcia per i diritti civili di Washington: sono solo alcune delle innumerevoli manifestazioni avvenute nel corso della storia.

Le rivoluzioni hanno cambiato la storia, sono state capaci di modificare l’assetto politico di molti stati, di riconoscere diritti umani e civili ancor oggi esistenti.

Da diversi anni non vengono fatte più rivoluzioni che determinano un grosso mutamento; siamo testimoni di piccole rivoluzioni, di piccoli cambiamenti che spesso ci lasciamo scivolare addosso e chi compie maggiormente questo “gesto”, sono proprio i giovani. Sono poco interessati a ciò che accade intorno a loro, sanno poco di politica, poco di economia, insomma poco di tutto. Questo avviene perché viviamo in un mondo in cui i valori importanti vengono accantonati e quasi dimenticati. Quello che potrebbe portare di nuovo i giovani ad interessarsi a ciò, è la cultura.

La cultura rende liberi. La cultura non deve essere intesa solamente come istituzione scolastica e quindi vista come un insieme di materie da dover obbligatoriamente studiare durante il corso di studio. La cultura è molto altro, basti vedere la sua etimologia: “Il termine cultura deriva dal verbo latino colere, “coltivare” (Wikipedia). C’è urgenza di portare i giovani e i giovanissimi a trovare e poi coltivare degli interessi, devono desiderare di sapere per poter far capire loro l’importanza della conoscenza. Non si vuole più sentir parlare di “tagli” di materie scolastiche alla nostra scuola. Le materie che sembrano meno importanti sono quelle che riescono a dare ai giovani le basi per riuscire a fare dei ragionamenti logici e pensati.

I giovani non si devono “cullare” sul lavoro che stanno facendo gli adulti, in questo campo, perché sono il modello dell’insuccesso. Non è più tempo di stare zitti, bisogna sapersi schierare e far valere le proprie idee sempre sapendo ascoltare l’altro e questo deve essere fatto, subito.