La sera del 12 maggio, mentre andava in onda la puntata di Non è l’Arena-La7 in diretta da Mezzojuso (PA), il conduttore Massimo Giletti è stato attaccato dalla piazza del paese. Un attacco, che seppur esclusivamente verbale, ha lasciato col fiato sospeso i tanti telespettatori da casa, in quanto ad un certo momento la rissa sembrava imminente. Giletti si trovava a Mezzojuso, paesino di meno di tremila anime, per parlare del caso delle sorelle Napoli, il quale conduttore segue da tempo. Le sorelle Napoli, precisamente Anna, Irene ed Ina, sono le titolari di un’azienda agricola di Mezzojuso, confinante con Corleone, paese tristemente noto per aver dato i natali a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, due dei maggiori boss che si sono macchiati di reati efferati, tra cui il buio periodo delle stragi. Alla morte del padre delle Napoli, avvenuto il 5 gennaio 2006, i clan vollero subito mettere le mani sulla proprietà da novanta ettari, ma le sorelle con l’appoggio della madre Gina, sono inamovibili e non cedono alle proposte della Mafia.

Così inizia una lunga serie di intimidazioni per convincerle a svendere i terreni. Minacce di ogni tipo, come l’uccisione dei cani da guardi della proprietà fatti trovare scuoiati e con la testa mozzata in catini pieni di sangue, oppure la distruzione dei raccolti mediante l’uso di mandrie imbestialite. A ciò va aggiunto che i clan hanno fatto terra bruciata attorno all’azienda, in quanto nessun allevatore si rifornisce più dalle sorelle.

” Prima producevamo 9 mila balle di fieno in 24 ettari, quest’anno invece appena 330 che non riusciamo a vendere perché nessuno le viene a comprare. Intorno a noi infatti c’è un sistema che ci

ostacola”.

Nel 2014 hanno deciso di denunciare il tutto alle Forze dell’Ordine, subendo un ostracismo dai paesani, e anche dai parenti, i quali avrebbero voluto che le sorelle si rivolgessero a Don Cola, il boss locale, per risolvere la questione. In questo retroscena che matura l’inchiesta di Giletti, il quale ha anche

pubblicato negli scorsi giorni il libro Le DannateStoria delle sorelle Napoli che non si arrendono alla Mafia. Nella piazza era presente gran parte della cittadinanza assieme al sindaco del paese Salvatore

Giardina.

Quest’ultimo accusa Giletti di mistificare la realtà dei fatti, in quanto Salvatore Napoli, padre delle tre sorelle, avrebbe comperato i terreni durante il periodo di massima espansione dei Corleonesi e quindi con il loro consenso. Il Colonnello Obinu afferma però che era Giovanni Napoli, lontano cugino di Salvatore, ad essere vicino agli ambienti malavitosi. Il giornalista mostra quindi al Primo Cittadino un atto notarile del 1923 che attesta la vendita dei terreni al nonno delle sorelle Napoli. Da qui iniziano i momenti di tensione, il sindaco messo alle strette dall’oggettività dei documenti, non regge il confronto, e dopo un faccia a faccia con Giletti abbandona il palco. Pochi momenti prima Giardina aveva dato del farabutto al giornalista, provocando un plauso generale della piazza, e uno degli astanti dirà ai microfoni “Avete inventato una storia bellissima”. A ciò va aggiunto che il sindaco Giardina fu presente alla tumulazione del boss locale Cola La Barbera, noto anche per aver coperto la latitanza di Bernardo Provenzano. Il sindaco di Troina (EN), Fabio Venezia ha aggiunto: “Io i mafiosi li accompagno dietro le sbarre e non al cimitero”. 

In data 16 maggio, la Procura di Termini Imerese (PA) ha chiesto il giudizio per Simone La Barbara, Antonino Tantillo e Liborio Tavolacci accusati di estorsione e intimidazione nei confronti delle sorelle Napoli.

Aspettando che le indagini facciano il proprio corso, onore a chi ha il coraggio di denunciare specie in luoghi dove rivolgersi alle Istituzioni significa inimicarsi un’intera cittadinanza, e onore a chi come Giletti ha la volontà di indagare sul posto e non da un salotto televisivo. Riprendendo le parole del giornalista:

“La mafia si combatte non solo con bravi magistrati e con le forze dell’ordine ma con bravi maestri serve sradicare la cultura mafiosa”

Concludo con una citazione del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi “. Oggi più che mai, il Belpaese ne ha urgente bisogno.