Archiviata definitivamente l’esperienza mondiale, che ha visto le furie rosse iberiche classificarsi al primo posto grazie anche all’harakiri di Serbia e Stati Uniti (le vere candidate alla vittoria finale), è tornato sulle reti SkySport lo spettacolo della National Basketball Association, il meglio della pallacanestro mondiale.

Quella passata è stata una delle estati più attive per quanto riguarda il mercato della pallacanestro statunitense. La scorsa free-agency (periodo estivo durante il quale i giocatori svincolati hanno l’opportunità di firmare con la squadra che gli propone il miglior contratto) ha infatti destabilizzato l’intero ambiente, consegnando volti noti a nuove franchigie: Anthony Davis è passato ai L.A. Lakers, Kevin Durant e Kyrie Irving hanno firmato per i Nets di Brooklyn, Paul George e Kawhi Leonard (MVP delle ultime Finals) hanno sconvolto l’intera lega firmando per i Clippers di Los Angeles e, dulcis in fundo, Russell Westbrook ha unito le forze con il “barba” James Harden nella speranza di portare il titolo in casa Houston Rockets. Non è però passato in secondo piano l’arrivo di nuovi rookies direttamente dal college, su tutti Zion Williamson, fresco di prima scelta e finito ai New Orleans Pelicans.
Per la prima volta in vent’anni è iniziata una stagione NBA imprevedibile, pronta a regalare emozioni che i fan avvertivano smarrite da tempo.

Per la prima volta in vent’anni è iniziata una stagione NBA imprevedibile, pronta a regalare emozioni che i fan avvertivano smarrite da tempo.

È finita un’era: negli ultimi anni il dominio in NBA è stato nelle mani di una sola franchigia, i Golden State Warriors, culmine di un progetto iniziato dieci anni fa che ha portato in California ben tre titoli, di cui due consecutivi (), negli ultimi cinque anni, ma paradossalmente il titolo è mancato nell’ultima stagione, quando i Warriors vantavano quello che gli esperti hanno definito l’organico più forte di sempre.

Sconfitti, i Warriors hanno letteralemente smantellato la squadra, ad eccezione degli elementi più validi ovvero Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green e Kevin Looney, sostituendo gli ormai ex compagni di squadra con atleti di livello
inferiore.

A complicare ulteriormente la situazione, l’infortunio alla mano sinistra subito da Curry che lo terrà fuori per tutta la stagione e che ha definitivamente affossato ogni speranza di titolo per la franchigia californiana.

Il processo di ricostruzione che sta coinvolgendo Knicks, Bulls, Hawks,Hornets e Thunder procede a gonfie vele, ma è ancora presto per parlare di risultati, in quanto il vero obiettivo di queste franchigie è accumulare ottime scelte al prossimo Draft, che si candida ad essere valido almeno quanto lo scorso. Dopo un’ampia premessa, è tempo di qualche pronostico.

Eastern Conference

Il duello che infiammerà l’Est è sicuramente quello tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers, con buona partecipazione dei Milwaukee Bucke (tutto dipenderà dalle prestazioni di Giannis Antetounkmpo) e dell’eterno enigma chiamato Boston Celtics. Attenzione però ai giovani e spensierati Miami Heat, ai solidissimi Indiana Pacers e ai nuovissimi Brooklyn Nets.

Da tenere d’occhio i Detroit Pistons, che possono contare su un validissimo organico e su un Derrick Rose (inserire link articolo D. Rose) in ottima forma.

Western Conference

Senza troppi dubbi, a contendersi il titolo saranno le due squadre losangeline, i Lakers dei vari James, Davis, Kuzma e Howard, e i Clippers del dinamico duo George-Leonard. Appena un gradino sotto troviamo un bel gruppetto, con Houston Rockets, Portland TrailBlazers, Denver Nuggers e l’ibrido Utah Jazz, che se troverà il giusto equilibrio diventerà un avversario decisamente scomodo. Da non sottovalutare due franchigie giovani e talentuose, i Phoenix Suns e i Sacramento Kings.

Ma la squadra più interessante è sicuramente Dallas: i Mavs infatti si sono affidati al duo europeo Doncic-Porzingis, spettacolo assicurato.

È arduo definire da ora chi alzerà il trofeo, quello che però è facile da individuare è che l’NBA sta cambiando: franchigie risorte dalle proprie ceneri (non è vero Los Angeles), tanto talento e imprevedibilità sono gli ingredienti di una stagione di pallacanestro nuova ed entusiasmante.

Orfana delle proprie leggende, Wade e Nowitizki su tutti, è tempo per l’NBA di trovare nuovi simboli, icone, vessilli di un gioco sempre più globale e che abbraccia un enorme numero di fan, pronti a darsi battaglia ed emozionarsi come accadeva in passato.

Tramontata l’era Warriors, è tempo per nuove stelle di splendere. Nello spettacolo NBA è tempodi trovare un nuovo attore protagonista da Oscar. E anche per l’atleta più forte della lega, LeBron Raymone James, è tempo di guardarsi le spalle da una congiura di talentuosissimi giocatori pronti a prendersi la corona.

È più forte di me, data la passione cestistica che mi scorre nelle vene, dire la mia sulla prossima stagione: è tempo per i Lakers di tornare dove compete loro, sul tetto del mondo, tra gli dei della pallacanestro.

Preparate birra e pop-corn, it’s show time!