“Poiché il parlamento ha chiarito che fermerà l’uscita del Regno Unito senza un accordo, ora abbiamo una scelta netta: lasciare l’Unione europea con un accordo o non andarcene affatto”. Lo ha detto la premier britannica Theresa May in una dichiarazione riportata dal Guardian.

“Più tempo ci vuole – sottolinea La May – maggiore è il rischio che il Regno Unito non esca mai. Significherebbe lasciare che la Brexit che il popolo britannico ha votato ci scivoli tra le dita. Io non sosterrò questo. È essenziale garantire ciò per cui la gente ha votato, e per farlo dobbiamo ottenere un accordo”.

Sono oramai quasi tre anni che il Regno Unito ha deciso di uscire di fatto dall’Unione Europea, ma ad oggi a causa dei fuochi incorciati all’interno della stessa maggioranza, la Premier non riesce ad approvare il testo contrattato con L’UE.

Un comportamento deleterio che potrebbe causare il tracollo dell’economia Britannica dovuto alle ingenti imposte di import ed export che potrebbero essere applicate al volume commerciale del Paese.

Ma attenzione, perché il braccio di ferro portato avanti sino ad oggi non è costato solo tempo e denaro ma soprattutto benessere psicologico.

Da una ricerca fatta proprio da The Guardian, che ha intervistato da tre anni ad oggi il popolo britannico, le parole più ricorrenti sono state “ansi” , “terrore”, “regresso”, “stress”. Insomma la Brexit a quanto pare causa malessere psicologico ed instabilità anche nei cittadini.

È ufficiale, la Brexit è stata procrastinata al 31 Ottobre 2019 e l’ipotesi del “no deal” momentaneamente scacciata, insieme ,forse, alle ansie degli inglesi.

Ma niente è ancora scontato.