Personaggi, a cura di Francesco De Massis, Penne 13/04/2019

 

L’Italia è un grande paese. Lo è per molti motivi tra cui la sua ingegneria, per la sua manifattura, per il talento delle sue maestranze ed i suoi artigiani, per la qualità del sistema delle piccole e medie imprese che sono competitive, anche nel mondo. Tiziana Ricciuti è un’imprenditrice, co-amministratrice della LU.TI. srl che conta quindici dipendenti. La società gestisce un punto vendita della catena di supermercati CONAD a Penne (PE). Tiziana, presentati ai nostri lettori.

Sono un’imprenditrice ormai da quasi un decennio, sono molto contenta della mia scelta perché mi ha permesso di essere fiera di me stessa e di realizzare un mio sogno. Le mie esperienze di vita mi hanno permesso di sviluppare profonde capacità nel campo della GDO (Grande distribuzione organizzata). Il mio primo impiego è stato in questo campo e mi sono appassionata sempre più a questo tipo di lavoro, che nonostante possa avere qualche sfaccettatura negativa, mi colma di soddisfazioni. In questa realizzazione mi hanno aiutata la caparbietà e soprattutto il grande impegno che comporta lavorare in questo settore sempre in costante evoluzione, che non fa altro che alimentare la voglia di crescere e migliorarsi ogni giorno. Non bisogna dimenticare che fare un lavoro che ci appassiona fa dimenticare le fatiche che comporta. Il passaggio da direttore di un punto vendita ad essere titolare di un supermercato è avvenuto come un’evoluzione naturale, dopo tanti anni spesi a lavorare in questo campo ho ritenuto di aver acquisito le competenze adeguate a intraprendere la strada dell’imprenditoria e sono felice del fatto che questa mia intuizione nel tempo si sia dimostrata veritiera. Oggi, guardando indietro alle mie esperienze, ritengo di aver fatto del mio meglio, senza rimpianti, e che i sacrifici fatti in passato non hanno fatto altro che giovare alla mia situazione attuale, facendomi crescere professionalmente e personalmente.

Qual è la storia della LU.TI.? In cosa consiste il tuo e il lavoro di tutta la società?

La società è stata fondata per iniziativa mia e del mio socio Luciano Di Persio. Dopo tanti anni nel campo della GDO, svolgendo diverse mansioni all’interno di più punti vendita, abbiamo maturato l’idea di intraprendere una nuova avventura gestendo un supermercato CONAD. Abbiamo scelto il marchio CONAD perché è un’azienda solida ed in costante crescita sul mercato con decenni di attività alle spalle, conosciuta per la sua affidabilità e per la massima attenzione per i prodotti scelti, per la cura ed i servizi offerti al cliente. All’interno del nostro punto vendita abbiamo modo di interfacciarci con diverse realtà: si parte dalla gestione degli ordini e consegne, rapporti di Front Office (con i nostri clienti) e Back Office (che include i rapporti con i nostri fornitori, che scegliamo con cura e con la cooperativa stessa), con tutto ciò che riguarda la gestione del personale (aspetto fondamentale nel nostro settore) e con la gestione aziendale in generale.

Com’è organizzata la grande distribuzione?

La GDO può essere vista come l’evoluzione della bottega sotto casa. Nella maggior parte dei casi la GDO conta al suo interno una serie di società che raggruppano più soggetti distinti che si identificano sotto uno stesso marchio, condividendo successi ed insuccessi del mercato. La GDO è in continua evoluzione poiché siamo in un momento storico in cui il mercato cambia velocemente, quindi occorre essere all’avanguardia, ponendo massima attenzione agli input che provengono da essa e più nello specifico, alle richieste che provengono dai clienti, che sono i destinatari primari del nostro lavoro.

Quali sono i requisiti richiesti oggi, ai giovani, nel mondo del lavoro?

Cosa fondamentale nel mondo del lavoro sono le competenze personali: lealtà, professionalità ed intraprendenza. Per prima cosa occorre essere in grado di guardare in modo propositivo ai cambiamenti che potrebbero verificarsi all’interno di un’azienda, così da percepirli come crescita professionale, anziché come ostacolo alla propria affermazione. Inoltre, è necessario saper lavorare in gruppo, in quanto all’interno di un’azienda occorre interfacciarsi con una molteplicità di soggetti e solo collaborando si riesce a produrre i frutti e a raggiungere gli obiettivi preposti. L’obiettivo comune deve essere quello del buon funzionamento dell’azienda che porta giovamento anche all’ambiente circostante poiché l’azienda può essere considerata come una macchina: se manca un componente non può funzionare.

Com’è e cosa significa fare impresa? Parlaci della tua esperienza.

Fare impresa è da analizzare sotto diversi punti di vista, in questo concetto sono incluse una molteplicità di aspetti che partono in primis dalla realizzazione di un sogno personale, la cui base è la finalizzazione di esperienze pregresse, ma soprattutto, riuscire a trasformare un hobby personale in attività d’impresa, affinché si possa amare il proprio lavoro e svolgerlo con passione. Di certo la situazione attuale non è delle migliori in quanto ci si muove in un mercato piuttosto saturo, quindi intraprendere la strada imprenditoriale non è facile, ma nulla è impossibile. Per ovviare a questa problematica è opportuno fare attenzione ad alcuni elementi: come primo punto è indispensabile studiare a fondo il settore ed il mercato in cui si sta decidendo di operare o in cui già si opera per riuscire a scovare delle nuove opportunità al suo interno e su queste basi, riuscire ad elaborare e poi realizzare una strategia vincente. Secondo me, questa è una strada fondamentale di cui non si può fare a meno e che richiede la massima attenzione e accuratezza perché solo percependo le esigenze e i bisogni del mercato si avrà un ottimo riscontro nel progetto imprenditoriale intrapreso. Inoltre, la conduzione di un’azienda è da pensare come un’azione quotidiana, intensa, vicina e ripetuta nel tempo, sempre con uno sguardo al futuro. Quindi le parole chiave da tenere a mente risultano essere: visione, progetto e speranza. In altre parole, si può dire che gestire un’impresa significa gestire al meglio l’attività quotidiana di essa con la consapevolezza di riservare uno spazio all’attività strategica orientata al futuro.

Hai dei consigli per un giovane che vuole fare impresa?

Secondo la mia esperienza si può fare impresa se si tengono vivi i seguenti obiettivi: competitività (intesa come conquista del cliente), attenzione alla coerenza qualità-prezzo (che comporta la soddisfazione del cliente), e la fidelizzazione (riuscire a maturare un rapporto sano e di fiducia col cliente, conquistato faticosamente). Questi primi tre obiettivi si sostanzieranno nella redditività aziendale, inteso come aumento del valore d’azienda. Questo fine può essere raggiunto con piccoli accorgimenti: orientandosi al cliente, valorizzando i propri punti forti, puntando all’evoluzione, differenziandosi da chi già opera sul mercato. Per concludere, secondo me, il punto focale per essere un buon imprenditore ed essere capaci di dirigere un’azienda è sopportare le fatiche che questo ruolo comporta.