I giornali impazziti… ma il popolo?

No, il popolo no, tranne i pastori sardi che si stanno facendo sentire, ma per altre ragioni, nessuno ha battuto ciglio davanti alla decisione di un movimento politico di affidare il voto dei propri parlamentari ad una votazione online, avente ad oggetto l’autorizzazione a procedere del Tribunale dei Ministri, contro il Ministro dell’Interno.

Insomma il caro e vecchio vincolo di mandato, nonostante la sua incostituzionalità pare sarà abrogato o meglio arginato, da un’artificio chiamato consultazione online, apparentemente innocua, ma potenzialmente incostituzionale.

Ma nel caso in cui, uno di questi parlamentari non si attenesse a quanto deciso dal voto online, cosa versebbero sull’asfalto?

Forse la Bandiera Italiana, forse il Sangue, forse niente.

Sicuramente Internet, come il Governo, come del resto ogni cittadino libero, deve sottostare alle leggi; ne va della libertà, ne va della coscienza.

Ciò che viene da chiedersi, alla fine della fiera é: cosa ci sta a fare un Parlamento?

Internet è libero, certo, ma Internet rispetta delle norme.