Pericoli sottili sulla nostra pelle.

Al momento dell’acquisto di un cosmetico è bene sapere realmente cosa contiene il prodotto.

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) serve proprio a questo, è una nomenclatura apposita per identificare tutto ciò che si trova all’interno di un prodotto cosmetico.

Questa esigenza di conoscere gli ingredienti si sta propagando a macchia d’olio.

Per cosmetici non si fa riferimento solo al make-up, ma ad un intero mondo legato alla cura della persona: prodotti solari, deodoranti, trucchi, schiuma da barba, burro cacao, shampoo, creme idratanti e di altre tipologie.

 

È bene perciò essere pienamente coscienti, durante l’acquisto, se il prodotto che ha attirato la nostra attenzione sia realmente rispettoso della nostra pelle o dell’ambiente. Con l’utilizzo costante di prodotti di cosmetica industriale, gli ingredienti chimici nocivi si addentrano nei nostri pori. Questi elementi infatti sono più economici rispetto ad estratti naturali, si viene di conseguenza a creare molta curiosità nell’appurare se un prodotto sia realmente come pubblicizzato.

Ecco quindi qualche punto fermo da tener presente:

 

  • ORDINE DI LETTURA

Prendete uno shampoo o un sapone neutro, nell’INCI troverete una serie di ingredienti. Il loro ordine non sarà causale, ma seguono la quantità presente nel cosmetico.

Il primo ingrediente sarà quello maggiormente presente nel prodotto, gli ultimi posti sono occupati da quelli presenti tra il 3% e l’1% se non meno.

 

  • NOMENCLATURA

La lista è composta da nomi ambigui, termini a molti sconosciuti e apparentemente complicati, in realtà sono solamente espressi in latino, inglese e francese.

I primi fanno riferimento a nomi botanici (es. oli vegetali inseriti puri), i secondi indicano sostanze frutto di modificazione chimica. Nel terzo gruppo rientrano rari elementi, il più ricorrente è Parfum (profumo).

Infine, troviamo i coloranti (Color Index), sigla CI seguita da una sequenza numerica (es. CI 77999).

 

  • ELEMENTI NOCIVI

Quali sono gli elementi da evitare? Elenchiamoli

PETROLATI, residui ottenuti dal petrolio per raffinazione, creano una barriera tra la pelle e l’esterno. Presenti con i nomi di: mineral oil, paraffinum liquidum, petrolatum, isopropyl e ceresin ecc.

PEG e PPG, unione di oli con ossido di etilene, utilizzati per legare l’acqua con sostanze oleose.

Presenti propriamente con la sigla PEG o PPG.

SILICONI, con base di silicio e non si trova in natura, utilizzati frequentemente per la loro resistenza alle alte temperature.

Ingredienti riconoscibili il più delle volte per il loro nome che termina con -one, -ene, -thicone, -siloxane, -silanol (es. dimethicone, polydimethicone o cyclopentasiloxane).

ALCOOL, se presente nei primi elementi.

GLYCOL, anch’esso da evitare (butylene glycol, propylene glycol ecc.)

PARABENI, sono una classe di composti organici aromatici, penetrano nella pelle e permangono all’interno del tessuto. Presenti con: propylparaben, benzylparaben, methylparaben, isoproprylparabe ecc.

SLES SLS, tensioattivi inquinanti che generano la schiuma. Il più ricorrente è il Sodium laureth sulfate.

 

  • E TUTTI GLI ALTRI?

Gli elementi precedentemente riportati non sono altro che esempi che rappresentano la loro categoria, nulla toglie perciò che ci siano altri elementi. Se si vuole conoscerli più a fondo e scoprirne la natura, si può semplicemente digitare il nome su un motore di ricerca o più comodamente scaricare una delle App disponibili sia su Apple Store che Play store:

 

 

  • PER UNA SCELTA FINALE PONDERATA

Alla luce di tutte queste informazioni è possibile valutare i prodotti in commercio. In diversi casi, gli elementi sopra citati vengono utilizzati per ottimizzare il prodotto finale e quindi migliorarne l’uso.

È la quantità che spesso fa la differenza, per questo è consigliabile far caso ai primi quattro ingredienti nell’INCI, scendendo, la quantità presente sarà sempre minore e quindi meno incisiva.

È consigliabile prestare attenzione a quei prodotti pubblicizzati come naturali, le scelte di marketing ricadono anche sulla confezione (colori tenui o verde o con fiori), e bio.

I principali marchi di certificazione sono: AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), EcocertCCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) e ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale).