La misura del reddito di cittadinanza introdotta con l’ultima manovra finanziaria pare avere già grossi limiti.

Ci siamo recati presso un CAF. Uno degli uffici predisposti ad inoltrare le domande per il reddito e abbiamo chiesto quali fossero i primi riscontri.

Dalle notizie apprese è chiaro che la maggior parte dei cittadini italiani che hanno inoltrato la domanda non ha né un alto grado di scolarizzazione né hanno maturato anni di contributi pari al numero di anni che dicono di aver lavorato. Ovviamente quest’ultima affermazione è necessario che venga presa “con le pinze” ogni persona fisica è responsabile di quel che afferma. 

Ricordiamo che chi è in possesso dei requisiti per accedere alla misura del reddito di cittadinanza non può in alcun modo svolgere altro lavoro senza dichiararlo, pena la reclusione da 6 mesi a 3 anni nonché l’esclusione dalla misura.

Le lacune riscontrate dagli operatori appaiono ben più gravi, infatti da quanto si evince, il reddito di cittadinanza analizzerebbe parametri riferiti a due anni precedenti l’inoltro della domanda di reddito di cittadinanza. Tale analisi retrodatata crea di fatto un gap tra la situazione reddituale attuale e quella dei precedenti anni. 

Ancora più grave risulta la casistica in cui un soggetto, nei due anni precedenti risultante con un reddito inferiore a quello previsto dalla normativa, ma che da gennaio 2019 percepisce una pensione pari a quasi mille euro, erogata dall’INPS, stesso ente predisposto a svolgere le verifiche sul rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

Un caso non isolato a quanto pare perché ricorrente anche in altri uffici predisposti. Insomma quella che era stata proclamata come la misura capace di dare respiro a tanti cittadini al di sotto della soglia di povertà pare essere diventata, per molti una marchetta elettorale.

Purtroppo, fonti ci riferiscono che alcuni aventi diritto che hanno ricevuto la prima mensilità sarebbero ancora in attesa della seconda, nonostante siano scaduti i termini per l’erogazione della terza.

L’inghippo c’è e lo dicono gli stessi aventi diritto, che al di fuori di ogni ideologia politica, ogni giorno continuano ad essere in balìa di una politica, forse da sempre, allo sbaraglio.

Qualsiasi ulteriore segnalazione per la redazione ed il sottoscritto è pronta a dar voce, come sempre, a chi voce non ne ha.