“Ricordi il giorno in cui hai smesso di sorridere?”

Ansia. Panico. Oggi sono loro a comandare, ti piaccia o meno.

La vita dell’essere umano si racchiude in una corsa.

C’è chi corre per i soldi, chi per il potere, chi per arrivare a fine mese, c’è persino chi corre al contrario per mostrare il suo anticonformismo.
C’è da tenersi occupati, chi si ferma è perduto… ma è davvero così?
E se corressimo perché non sappiamo stare fermi?
Magari lo facciamo perché non abbiamo un posto dove stare, perché non siamo mai riusciti a collocarci, perché siamo incapaci di accontentarci.
Quante volte camminando avete evitato di guardare il senzatetto?
Quante volte lo avete deliberatamente ignorato convincendo voi stessi che non avevate tempo?
Magari in realtà avrete pensato “E se fossi io quello lì?” e il solo pensiero vi ha fatto rizzare i capelli: è stato allora che avete deciso di correre.
Correre per salvarvi, come se un mostro vi rincorresse, correre per non finire per strada mangiati e sputati fuori dalla stessa società di cui fate parte, che nutrite, che osannate, che continuate ad odiare, giorno dopo giorno.
Questo articolo è per te, che hai paura di star fermo, è tutti coloro che non hanno ancora trovato il loro posto dentro o fuori dalla società.
A te che non ti guardi attorno, col terrore di cosa dovrai forzarti a dimenticare, a te che hai degli occhi che non hanno mai visto, mossi da un cervello che ha troppo timore d’attivarsi, sospinto senza posa verso il vuoto, dall’ansia che chiami paura.
Dio benedica gli uomini veri, quelli che aspettano al semaforo, che hanno smesso di contare il minuto, quelli che arrivano tardi, che adorano starsene impalati a pensare.
Che l’uomo prenda coscienza di ciò che può o non può accettare e smetta di guardare solo dritto, che cominci a guardarsi intorno uscendo dalla linea retta, che scelga di guardare aldilà dell’ipotetico cammino tracciato, che evada dal corridoio della cecità assoluta, verso un mondo con più colori che cifre.
Beato l’uomo che ammazza il tempo prima che sia il tempo ad ammazzare lui.