Ultimamente sentiamo parlare del “caso Bibbiano”, un episodio problematico con molti punti ancora oscuri.

 

Partiamo con il parlare dei finanziamenti che i comuni, la regione, la nazione mettono a disposizione per l’apertura e il mantenimento delle case famiglia. La gestione di una casa famiglia e le varie figure lavorative associate possono richiedere oltre i 100 mila euro l’anno. A quanto si evince dalle indagini c’è qualcuno che ha deciso di mettere in atto un piano studiato “nei minimi particolari” per acquisire denaro illecito. 

 

In Emilia Romagna, è stata aperta un’inchiesta sull’affido illecito di una settantina di bambini strappati ingiustamente alle proprie famiglie. Psicologi, assistenti sociali, neuropsichiatri avrebbero dichiarato il falso riuscendo a manipolare la mente creando falsi ricordi nei bambini: abusi sessuali e violenze. 

 

Dopo aver convinto i bambini ad aver subito violenze fisiche venivano redatte relazioni firmate successivamente dai terapeuti; i vari operatori così strappavano via i piccoli che venivano fatti allontanare dalla famiglia carnale e trasportati prima in case famiglia, che quindi ospitando i fanciulli ricevevano denaro pubblico, e successivamente affidati a famiglie che molto probabilmente avevano conoscenze o relazioni con i componenti di questa organizzazione a delinquere.

 

Oltre all’indebita percezione di denaro pubblico, vi è da considerare sicuramente il grave danno psicologico arrecato ai bambini i quali dovranno sottoporsi necessariamente a terapie per le violenze psicologiche che hanno subito, senza contare il dolore che hanno arrecato alle famiglie che si sono viste portare via i propri figli senza alcun motivo fondato

 

Grazie a questa inchiesta al momento sono in atto delle revisioni di molti casi di affidamento riconducibili a persone e a strutture appartenenti a questa vera e propria organizzazione criminale, con sommo lavoro da parte degli assistenti sociali che hanno riconosciuto il grave pregiudizio arrecato agli infanti e alle loro famiglie. 

 

Le indagini sono ancora in corso ma fortunatamente quattro bambini sono già tornati nelle loro rispettive famiglie.