Le votazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo svoltesi il 26 maggio si sono concluse e per il mondo politico e l’elettorato italiano è giunto il momento di confrontarsi con i risultati.

Primo fra tutti l’affluenza degli aventi diritto al 56,10% in calo di due punti rispetto alle ultime votazioni nel 2014 che toccava il 58,69%.

In Europa i votanti crescono in Francia, Germania e Spagna, ma è il Belgio ad essere il Paese con la più alta affluenza con un bel 89%. Diversamente, in Italia la situazione è inversa, in particolare con le isole, che registrano un’affluenza attorno al 36%.

Assenteismo risentito soprattutto fra le diverse fazioni politiche, che incassano la sconfitta considerando anche il così detto “voto utile” a favore di partiti maggiori.

A non superare la soglia di sbarramento al 4%, non accedendo così al Parlamento Europeo, sono:

+Europa: 3,1%

Sinistra italiana (SI): 1,7%

Altri partiti: 5,8%

Diversa è la visione dei restanti partiti, che hanno visto stravolgere equilibri politici nell’arco di qualche anno.

Nelle europee del 2014 ad uscirne vittorioso fu il PD con il 40% delle preferenze, seguito dal M5S al 21% e FI al 16%.

La Lega allora portò a casa solo un 6%, nulla in confronto al 34% delle attuali votazioni.

Il PD si riconferma tra i protagonisti con un 22%, mentre a raccogliere i cocci di una sonora sconfitta è il M5S con il 17%.

I dati definitivi sono perciò i seguenti:

Lega: 34,3%

Partito Democratico (PD): 22,7%

Movimento 5 Stelle (M5S): 17,1%

Forza Italia (FI): 8,8%

Fratelli d’Italia (FdI): 6,5%

Risultati questi che riflettono un elettorato piuttosto flessibile, ma non con veri e propri cambiamenti a livello di seggi nel Parlamento Europeo.

Tuttavia, questi numeri offrono modo di osservare i comportamenti dei diversi leader politici.

Partiti di destra che adulano la vincente Lega per la possibile riformazione di una coalizione.

Il M5S che si mostra compatto, ma visibilmente sofferente di condividere l’esecutivo con il Carroccio, il cui segretario Matteo Salvini potrebbe pian piano avere una forte ascendenza sul governo Giallo-Verde.

Indubbiamente questo scenario lascia intravedere nuovi possibili risvolti, resta il fatto che i dati odierni con le precedenti tensioni dell’esecutivo sui programmi di governo non giovano all’alleanza M5S-Lega. Ciò nonostante entrambi avrebbero difficoltà ad affermarsi singolarmente nel Parlamento italiano, di conseguenza al momento la scelta più opportuna è quella di continuare a realizzare insieme le proposte di entrambi e come già annunciato dai rispettivi leader Di Maio e Salvini l’obiettivo è quello di procedere con nuovi interventi.

Dovranno destreggiarsi tra le questioni nazionali e quelle europee, dall’UE è infatti in arrivo una lettera per punire il governo con oggetto il debito eccessivo.