“La legge (non) è uguale per tutti”

Se ne parla sempre ma mai nessuno riesce a tirarne le fila, un problema grave che ha visto cittadini, piccoli e grandi imprenditori, con le manette ai polsi per aver difeso, “eccessivamente” le loro proprietà o il loro diritto alla vita.

L’ultimo caso nei giorni scorsi in cui un imprenditore, dopo aver subito trentotto furti nella sua attività commerciale è stato costretto ad usare l’arma, posseduta legalmente, per difendere la propria merce e la propria incolumità, durante il trentanovesimo furto. Uno dei due ladri è stato ferito mortalmente alla coscia mentre il suo complice è ad oggi ancora ricercato. L’imprenditore è stato accusato di eccesso di legittima difesa.

Fino a che punto non è da considerarsi legittima difesa? Domanda lecita, fino a quando la violazione del diritto è compiuta.

Quindi cosa fa peccare di “tracotanza”? Non basta la minaccia della violazione del diritto ma è necessaria che essa sia compiuta.

L’eccesso deriva quindi, dal non verificarsi della violazione ingiusta dell’altrui diritto.

“Eccessivamente”, ed è proprio su questo avverbio che si giocano da anni, ma mi permetterei di dire da millenni, tante battaglie legali. La lacuna, se tale può esser definita, ebbe origine in età arcaica, dove in caso di omicidio era di fatto consentito, ove concesso dai membri del gruppo, di rispondere con la vendetta privata. Quest’ultima era considerata un dovere morale e sociale, la cui funzione era triplice: dare soddisfazione alla vittima, compensare il dolore subito e reintegrare l’onore perduto o danneggiato; rinunciare alla vendetta privata era addirittura considerato ignominioso.

Tale “norma” ha poi avuto un ulteriore evoluzione in età romana, trasformandosi nel diritto di difesa nei casi in cui si subisca un danno personale o patrimoniale. In tal caso l’omicidio per difesa personale era consentito solo ed esclusivamente durante le ore notturne.

Elemento noto anche oggi, perché è proprio ciò che era stato proposto a Maggio 2017, in estensione dell’art. 52 c.p. ( Codice Penale), che avrebbe introdotto la sgravante di eccesso di legittima difesa, se il reato fosse stato commesso durante le ore notturne. Nonostante l’approvazione alla Camera, non divenne poi legge.

Nel tessuto sociale, anche a causa di quelli che sono gli “escamotage normativi”, come la prescrizione, (che risulta ad oggi rubricata come strumento a tutela della certezza dei diritti), si creano voragini che trascinano il cittadino ignorante giuridicamente nella diffidenza; in fondo chi non avrebbe dubbi, quando dopo dieci anni di processi e condanne in primo grado, vede cadere in prescrizione i principali capi d’accusa.

Presumibilmente ne vedremo ancora delle belle, in un Paese in cui la celeberrima scritta “La legge è uguale per tutti”, viene regolarmente disapplicata, semplicemente per “colpa” della bravura di alcuni Avvocati, spesso rimane lì, incollata nelle aule di tribunali.

Necessario rimane il credere fermamente nella Giustizia e nell’uguaglianza sia formale che sostanziale di ciascun cittadino italiano di fronte alla legge, ma le variabili sono tante, spesso anche troppe, tanto da limitare la tassatività del rispetto normativo.

L’essere umano, congiuntamente alla propria fallibilità, gioca un ruolo determinante.