“Water changes everything”

(“L’acqua cambia tutto”)

La frase simbolo della giornata mondiale dell’acqua 2019.

Il nostro corpo ne è composto per il 60%. La Terra (definita appunto Pianeta Azzurro) per il 71%

Passa ormai inosservata la necessità che abbiamo nei confronti di questo elemento, al punto tale da generare una vera e propria crisi idrica.

Un’emergenza tale da dar vita al World Water Council (Consiglio mondiale sull’acqua) un’organizzazione che ha l’obiettivo di “costruire un impegno politico e promuovere iniziative verso i relativi problemi inerenti all’acqua”.

Assieme ai fattori di spreco e di inquinamento, la crisi idrica negli ultimi 100 anni è collegata all’aumento dei suoli agrari irrigati per far fronte ad un aumento demografico e ad una conseguente crescita di esigenze alimentari.

Inoltre, c’è da considerare la distruzione di ecosistemi d’acqua dolce a favore di aree urbane.

Nel mondo, il problema principale è la scarsità ed è avvertito in particolare da Africa, Asia occidentale e America Latina. In questi paesi l’approvvigionamento di acqua è affidato a donne, a volte anche bambine che si ritrovano a compiere ore e ore di cammino per qualche litro d’acqua, il più delle volte, inquinata.

In Italia, le zone maggiormente interessate dalla crisi idrica sono il Sud e le Isole, in particolare Sicilia e Puglia.

Nonostante in queste regioni siano state riscontrati i maggiori picchi di carenza d’acqua, in tutto lo stivale si registrano una serie di conseguenze relative alla crisi idrica. Questa problematica porta con sé dichiarazioni di stato di sofferenza idrica, dighe ai minimi storici e costi dell’acqua triplicati.

Complici una burocrazia mal organizzata, depuratori inadeguati e dighe senza collaudo, l’Italia ormai si ritrova a fronteggiare milioni di euro di danni.

Usiamo troppa acqua, circa 245 litri per abitante al giorno.

Sprechiamo 30 litri quando ci laviamo i denti lasciando il rubinetto aperto e 20 litri se la facciamo scorrere durante la rasatura.

Si possono risparmiare 20 litri con l’installazione di uno scarico del wc a flusso differenziato, circa 40/60 litri utilizzando la lavastoviglie a pieno carico e 4 litri pulendo alimenti in una bacinella piuttosto che con acqua corrente.

Le buone abitudini da seguire consistono in semplici scelte e maggior attenzione, in particolare:

  • Preferire una doccia ad un bagno.
  • Chiudere i rubinetti se non utilizzati (classico caso, quando ci si lava i denti).
  • Innaffiare il giardino di sera.
  • Acquistare elettrodomestici A+, progettati per limitare il consumo d’acqua.
  • Usare una bacinella per lavare i piatti a mano

Piccoli, ma utilissimi gesti, che il più delle volte non incidono assolutamente sulla nostra quotidianità.

Armarci di impegno è il primo passo per un consumo più responsabile dell’acqua.

Allegato al consumo, va considerato anche il fattore inquinamento, che non è un’attività esclusivamente volta dalle grandi industrie (riversando liquami nei fiumi o nei mari).

Errori che molti sottovalutano

Anche nell’ambiente domestico si possono adottare comportamenti corretti per il rispetto dell’ecosistema.

Tra le sostanze più inquinanti casalinghi troviamo l’olio di frittura. In molti, non sapendo come smaltirlo o sulle conseguenze che provoca all’ambiente, buttano l’olio avanzato in padella direttamente nel lavandino o in un qualsiasi altro scarico.

Cosi facendo, un litro di olio contamina nelle falde circa mille metri cubi (un milione di litri) di acqua pulita.

Cosa fare? Aspettare che l’olio si freddi e riporlo in una bottiglia, da gettare secondo il calendario della racconta differenziata o in appositi contenitori posti in città.

Altri materiali da non disperdere sia nell’ambiente che negli scarichi domestici, sono i medicinali scaduti.

Che si tratti di antibiotici, sciroppi o pasticche, non devono essere gettati con leggerezza. I farmaci possono inquinare il sottosuolo, ma anche compromettere i depuratori. Inoltre, a lungo andare i batteri a contatto con i principi attivi possono sviluppare delle resistenze, risultando sempre più pericolosi per la salute umana.

Dove gettarli? Negli appositi contenitori posti vicino le farmacie.