Ieri, venerdì 15 marzo, più di un milione di studenti, provenienti da 125 paesi nel mondo, sono scesi in

piazza per far sentire la propria voce a difesa dell’ambiente. Il leader di questo movimento autonomo e spontaneo, non è uno scienziato con alle spalle numerosi anni di ricerca nel campo, ma una ragazza

svedese di 16 anni tale Greta Thunberg. La giovane attivista, ha iniziato le sue proteste il 20 agosto del

2018, ponendosi davanti al Riksdag (il parlamento svedese) a Stoccolma. L’intenzione della protesta stava nel sensibilizzare il suo paese alla riduzione dell’emissione di gas serra, come precedentemente stipulato

nell’Accordi di Parigi. Lo slogan iniziale ideato dalla Thunberg era “Skolstrejk för klimatet”, sciopero della scuola per il clima. A seguito delle elezioni legislative del 9 settembre, l’attivista ha continuato a

manifestare ogni venerdì dando vita al Fridays for Future. Alla ribalta dei media mondiali è giunta gradualmente fino al 4 dicembre 2018, dove l’adolescente ha tenuto un discorso nell’ambito della COP24, vertice dell’ONU sui mutamenti climatici, tenutasi a Katowice (Polonia). 

In occasione della chiusura dei lavori, il 14 dicembre, ha gelato l’assemblea con un discorso mirabile, di cui qui verrà riportata una versione parziale.  

“Molti pensano che la Svezia sia solo un piccolo paese, e non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. E se un po’ di bambini possono comparire sui giornali di tutto il mondo semplicemente senza andare a scuola, allora immaginate cosa potremmo fare tutti insieme se realmente lo volessimo. Ma per fare questo, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto scomodo possa essere. Parlate soltanto di un’eterna crescita economica verde perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate soltanto di andare avanti con le stesse idee cattive che ci hanno portato a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno a mano. Non siete abbastanza maturi per dirlo così com’è. Anche questo fardello lo lasciate a noi bambini. […] Non siamo venuti qui per elemosinare la premura dei leader mondiali. Ci avete ignorato nel passato, e ci ignorerete nuovamente. Abbiamo esaurito le scuse, e stiamo esaurendo il tempo. Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo. Grazie.”

Un discorso che farebbe da preambolo al più ambizioso dei manifesti politici, ma dietro queste parole autorevoli, si cela una giovanissima ragazza. Bisogna constatare, con una certa amarezza, che più delle parole, a far notizia è stata l’adolescente in sé. La rete si sa, non va mai in ferie, e quando si dovrebbe riflettere, va in scena un’insolita pantomima dove il giusto deve avere necessariamente avere dei difetti. I social sono stati intasati da commenti quali “Bimba sii più umile, vai a scuola invece di insegnare”, “Questa mi sta proprio sulle balle”. Anche testate giornalistiche si sono espresse poco favorevolmente nei confronti della giovane svedese additandola come una “Vittima dei genitori”, per promuovere il libro in uscita della madre (nota cantante in Svezia), “Greta è affetta da Sindrome di Asperger, la sua reazione spropositata ai documentari sul clima, rientra in un quadro prettamente clinico”.

Eviterò di fare il nome della testata, in quanto reputo riprovevole moralizzare circa l’Asperger di una giovane ragazza. Ad ogni modo, anche le se accuse fossero vere, e che quindi dietro le trecce bionde della Thunberg si dovessero nascondere i genitori e i massoni, le istanze rimarrebbero comunque rispettabili e condivisibili.

Stando ai dati della NASA al momento vi sono 411 parti per milione di Anidride carbonica nell’aria, a fronte di una soglia di sicurezza di 350 parti per milione. Nel 2017 la temperatura media mondiale è stata di 0.90 ˚C più calda di quelle rilevate negli anni dal 1951 al 1980. Di questo passo, sempre secondo la NASA, entro fine secolo la temperatura media aumenterà di 1.5 ˚C. 

Per far capire ai grandi quanto le giovani generazioni tengano al futuro del proprio pianeta, in centinaia di migliaia sono scesi in corteo dal Canada all’Australia e passando anche nel Belpaese in 182 piazze. Dal Nord al Sud gli studenti, considerevole partecipazione adulta specie al Settentrione, hanno sfilato al grido di slogan fantasiosi e decisi “Ci siamo rotti i polmoni” e l’omaggio a Faber “C’era un cartello giallo con una scritta nera Stop Climate Change con te se parte la primavera”. Anche sui cortei e sui suoi partecipanti sono piovute le critiche, da chi ironicamente accusava gli studenti di aver trovato una buona scusa per saltare le lezioni a chi, meno ironicamente, derideva gli illusi scioperanti. Anche la testata giornalistica Il Messaggero si è resa protagonista di un servizio che ha fatto discutere. L’inviata, intervistando alcuni studenti su domande generali circa l’ambiente, e ricevendo risposte errate o ridicole, non fa altro che banalizzare una protesta più ampia e sensata. Tutti sanno che gli scioperi sono anche motivo di aggregazione per i meno informati, ma non per colpa di pochi bisogna cancellare la giusta causa di tanti volenterosi. Inoltre, così facendo, si è esposta alla gogna mediatica una quantità di giovani, i quali rispondono alla leggera e con una certa ingenuità e mai avrebbero pensato di divenire oggetto del riso nazionale. 

In conclusione, l’azione e la volontà dei giovani ansiosi di dare una nuova vita al proprio pianeta per evitare il baratro non solo è da lodare, ma oggi un certo fare risuona come rivoluzionario. Purtroppo, il cambiamento è talmente epocale, che in molti non vogliono rendersi conto della reale gravità della situazione, e preferiscono girare la testa e dormire. 

“Lasciate questo mondo un po’ migliore di come lo avete trovato” 

(Sir Robert Baden Powell).