Certi stati d’ animo è bene che non siano patrimonio esclusivo di chi ne è vittima e se la nostra esperienza non ci darà motivo di provarli, c’è sempre un libro pronto a farci aprire la mente.

La malizia del mondo può scagliarsi gratuitamente contro un singolo, contro delle categorie della nostra società, contro categorie d’ amori purissimi e leciti.

Elia mi perdonerà se vi dico che la sua storia è, per me, un mezzo utile per inoltrarvi in una realtà che spaventa contemplare: l’omosessualità. Non avrebbe alcun senso soffermarsi al semplice e consumabile libro.

Esistono analfabeti sentimentali che pretendono di raccontare l’amore a chi invece ne è pregno nonostante il suo, di amore, non rispetti i canoni imposti da una società con i paraocchi, che non si pone domande, una società negazionista e che non crede nel revisionismo.

Per molti anni, gli “amori arcobaleno” hanno provato la condizione d’incomunicabilità con un mondo non pronto ad ammettere di aver messo in circolo voci sbagliate sull’amore. Oggi, benché a rilento, qualcosa sta cambiando e questo lo dobbiamo anche a libri come Diphylleia.

Il principio regolatore di questo romanzo è quello dell’armonia, o meglio, di ricerca d’armonia. Leggendo, percepisco una forte impazienza di vivere secondo i dettami della propria natura, senza dover badare troppo alle circostanze, ai giudizi indiscreti; noto il tentativo vincente di darsi un valore; noto anche un forte slancio d’altruismo: Aiyana, la protagonista, carica su di sé, nonostante l’equilibrio precario della sua esistenza, i dispiaceri di tutti, per cercare di trasformarli in condizioni felici. 

Non è bastato un coma di tre mesi e la totale perdita di memoria per tenere a bada la pulsione irresistibile di un amore che Aiyana scoprirà avergli fatto tanto bene e tanto male, di averla riempita e poi svuotata. Il suo corpo, contenitore di sentimenti grandissimi ha preservato, nel suo profondo, la memoria dell’affetto sincero, resistente e immutabile.

Il doppio finale pensato da Elia non è altro che la lungimirante previsione di due possibili vie d’ uscita: affermazione definitiva o negazione totale.

Credo che questo libro sia nato nella piena consapevolezza che nessun errore è inutile, nessuna sofferenza sterile, nessuna perdita di tempo veramente tale, a patto che la si affronti a muso duro come ha fatto la giovane e coraggiosa Aiyana.