Siamo arrivati, dopo mesi di un’alleanza inconcludente, al momento in cui essa trova il suo punto semi- definitivo di rottura.

 

Il Vice Presidente e Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato in Senato una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Conte, assumendosi la responsabilità di ufficializzare la crisi e far cadere il governo.

 

Lunedì è stata convocata a Palazzo Madama dal suo presidente la conferenza dei capigruppo per stabilire i tempi di discussione e votazione della mozione.

 

Lo spread vola a quota 230 punti e intanto Salvini, impegnato nel suo tour estivo nelle spiagge italiane, annuncia di voler presentare la propria candidatura a Premier e invoca l’aiuto dei cittadini.

 

Sono accesi i fuochi tra Lega e Movimento 5 Stelle, in cui è lo stesso leader del Carroccio ad accusare i pentastellati di un eventuale accordo con il Pd.
Diretta è la replica di Di Maio che lo invita a trovare diverse giustificazioni per quello che ha fatto, accanto ad un sonoro ‘’giullare’’.

 

Arriva anche la critica da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, per l’intenzione di Matteo Salvini di volersi dirigere in solitaria verso il voto e valutare dopo la possibilità di eventuali alleanze: la leader di FdI è aperta a tali ipotesi solo prima del voto.

 

Vi sono dubbi sulla data della convocazione dell’aula nel Senato, in cui la Lega chiede di poter anticipare i tempi al contrario dei partiti di opposizione che preferiscono prendere tempo e seguire una linea chiara e precisa.

 

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti esclude la possibilità di un’alleanza o di un governo tecnico: è contrario a qualunque trasformismo e sicuro di voler procedere col voto.