La ricerca è stata pubblicata su National Science Review, con data 24 Gennaio 2019 ed in poche ore, come ci si aspettava, ha fatto il giro del mondo.

Quando si parla di manipolazione genetica, d’altronde, si crea sempre molto scalpore, considerati i molteplici dilemmi etici che affliggono il campo scientifico e non solo.

Dopo la clonazione, nel 2018, delle altre due scimmie Zhong Zhong e Hua Hua, gli scienziati cinesi dell’Istituto di Neuroscienze dell’Accademia Cinese delle Scienze a Shanghai, hanno condotto due esperimenti che potrebbero contribuire a farci acquisire consapevolezza scientifica riguardo a malattie come diabete, ansia, depressione e persino forme di schizofrenia.

Le cinque nuove scimmie, sono quindi volutamente insonni, ed è proprio su questo che la ricerca mondiale sta puntando gli occhi.

Quanto può influire, nel presentarsi di queste malattie, il ritmo circadiano?

Può l’alternanza tra ore di sonno e veglia, essere così influente nel progresso e nello sviluppo di malattie del genere?

È ciò che queste cinque fotocopie ci aiuteranno a scoprire, di seguito un estratto del documento (in Inglese) scaricabile gratuitamente dal sito prima riportato.

“Le scimmie utilizzate in questo esperimento, erano alloggiate in un ambiente dotato di aria condizionata (temperatura: 22 ± 1°C; umidità: 50% ± 5% RH) con cicli di 12 ore di luce e 12 ore di buio (luce 07:00/19:00).

Tutte loro sono state nutrite due volte al giorno con classico cibo per scimmie commerciale, con un’integrazione di frutta e verdura, una volta al giorno. “

Non saremo noi a decidere cosa è giusto o sbagliato in un’ottica di bene superiore, dove il bene in questione siamo noi esseri umani, tuttavia è un bene che la scienza possa continuare a muovere i suoi passi per la sopravvivenza di tutta la specie.

Sarebbe utopia, ma speriamo almeno che un giorno si arrivi a poter condurre certi tipi di esperimenti, con un tasso di sfruttamento sempre minore.

N.B.: L’italianizzazione della nota potrebbe non essere la migliore, ma ciò che premeva all’autore, era di garantire una comprensione che fosse alla portata di tutti.