Come evitare piccioni e scacchiere

Non sarebbe una cattiva idea iniziare a fare un’autovalutazione delle proprie capacità e conoscenze, perché il titolo di quest’articolo può trarre in inganno.

La tematica che si sta affrontando, non riguarda esclusivamente le mancanze culturali che abbiamo, ma al contrario la sopravvalutazione delle conoscenze che possediamo.

Si chiama Effetto Dunning-Kruger.

Detto dettagliatamente, si tratta di una distorsione metacognitiva, ovvero la capacità di attribuire a sé stessi stati mentali (sentimenti, emozioni, credenze e conoscenze) e di attribuire ad altri, stati mentali diversi dai propri.

Detto più “terra terra” si tratta dello scontro tra chi è capace e rimane nella certezza di non conoscere tutto e chi è incapace ed ha la presunzione di essere il più grande esponente della materia.

Questa sindrome è esposta dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger, secondo i quali chi ha veramente i mezzi per potersi esporre, viene assalito da un’insicurezza tale da dubitare delle proprie capacità.

Shakespeare in “Come vi piace” scrisse:

«Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio»

 

È piuttosto avvilente come situazione, quante volte vi siete ritrovati nella condizione di dover discutere dell’ovvio con persone con un pensiero contrario a ciò che era evidente? Vero, non è proprio il massimo ammettere la propria incompetenza, ma di contro non sarebbe neanche giusto appropriarsi di meriti che non ci spettano.

L’esempio lampante di questa situazione la ritroviamo facilmente in rete in cui tra consigli delle “mamme pancine”, video tutorial con nozioni teoriche, analisi sulla situazione politico-economica del paese, esperti calcistici e consigli medici possiamo tranquillamente racimolare le più disparate teorie basate… sul nulla! O per meglio dire, su proprie esperienze e convinzioni che rendono universale un’idea che ha come fondamento il “sentito dire” da un’amica, fratello o cugino.

Dunque, che cosa fare?

La verità è che io in primis cerco di non rientrare nella categoria degli arroganti (perché l’arroganza è una caratteristica ricorrente di chi vuole imporre la propria idea ad un altro). Mi farei – come potrebbero consigliarmi i miei genitori – un bel bagno di umiltà.

Nonostante in molti prima di parlare o scrivere – dico scrivere perché gran parte di questo paradosso dell’ignoranza è diffusissimo in rete – non contino fino a dieci, non sarebbe male chiedersi: “Ne so abbastanza? Ho fonti attendibili?”

Se anche una sola delle risposte fosse negativa, allora mi preoccuperei di informarmi meglio. Al sol pensare che anni fa (essendo donna) non avrei avuto diritto all’istruzione, mi stimola ancora di più ad arricchire la mia mente. Ancor peggio c’è da considerare chi, per motivi economici o discriminatori, non ha accesso al sapere, non vi sentite fortunati ad avere questa opportunità? Perché sprecarla fingendo di sapere qualcosa quando effettivamente potresti esserne informato adeguatamente?

Vorrei proporvi il “ventiseiesimo canto dell’inferno”, in cui Dante Alighieri scriveva:

«Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza»
«Considerate la vostra origine: non siete nati per vivere come bruti (come animali), ma per praticare la virtù e apprendere la conoscenza.»

 

Tra l’altro l’ Effetto Dunning-Kruger riguarda tutti noi, la soluzione per evitare di considerarci a prescindere dei fenomeni risiede nella semplice azione di notare o stabilire quando non stiamo oggettivamente valutando le nostre conoscenze come dovrebbero.

In tutto ciò, vi lascio infine questa immagine che sicuramente avrete già visto, ma non è mai un male ricordare, magari, con un senso critico diverso.