È il volto di una gioventù che lotta contro il riscaldamento globale, al punto che l’Onu le ha aperto le porte, per un discorso toccante e incisivo. Ma chi è Greta Thunberg, questa adolescente di appena 16 anni che galvanizza tanto quanto divide? Da dove viene e perché suscita tanto odio?

Oggi sedicenne, Greta muove i primi passi come attivista il 20 agosto 2018. È seduta, sola, con un cartello in grembo, davanti al parlamento svedese invece di andare a scuola (Skolstrejk för klimatet, “sciopero della scuola per il clima”). Ci ritorna ogni settimana fino alle elezioni legislative del 9 settembre. Il suo obiettivo: “Continuare fino a quando la Svezia non rispetterà l’accordo di Parigi” .

<blockquote class=”twitter-tweet”><p lang=”en” dir=”ltr”>Fridays for future. The school strike continues! <a href=”https://twitter.com/hashtag/climatestrike?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw”>#climatestrike</a> <a href=”https://twitter.com/hashtag/klimatstrejk?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw”>#klimatstrejk</a> <a href=”https://twitter.com/hashtag/FridaysForFuture?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw”>#FridaysForFuture</a> <a href=”https://t.co/5jej011Qtp”>pic.twitter.com/5jej011Qtp</a></p>— Greta Thunberg (@GretaThunberg) <a href=”https://twitter.com/GretaThunberg/status/1041369960436703232?ref_src=twsrc%5Etfw”>September 16, 2018</a></blockquote> <script async src=”https://platform.twitter.com/widgets.js” charset=”utf-8″></script>

La sua lotta, trasmessa dai media, ha avuto eco presso altri giovani svedesi. È l’inizio dei famosi Fridays for future, appuntamenti settimanali – di venerdì, appunto – per sensibilizzare e sfidare il governo sul tema dei cambiamenti climatici. A poco a poco, sempre più ragazzi iniziano a seguire questa ragazzina dall’aspetto gracile, riconoscibile per le sue trecce rosse. 

Prima dei suoi coetanei, la giovane militante è riuscita a convertire innanzitutto i suoi genitori. Se Greta Thunberg riesce a mobilitare, è perché la paura dei cambiamenti climatici è un sentimento sempre più condiviso: è il cosiddetto fenomeno dell’“ecoansia“. A 11 anni, quest’angoscia la fa cadere in depressione per quasi 8 mesi. La giovane Greta diventa silenziosa e mangia a stento (il che spiega il suo ritardo nella crescita fisica rispetto ad altri adolescenti della sua età). Riesce a uscirne, ma mette in atto misure drastiche e concrete a casa, sconvolgendo allo stesso tempo lo stile di vita di suo padre Svante Thunberg, un ex attore diventato produttore, di sua madre Malena Ernman, celebre cantante che ha rappresentato la Svezia all’Eurovision Song Contest, così come della sorellina Beata.

La sua battaglia oltrepassa le frontiere nazionali. Greta Thunberg diventa allora il bersaglio di commenti violenti . Tra gli argomenti usati contro l’adolescente c’è il suo autismo. La ragazza ha infatti la sindrome di Asperger.

Non parlo pubblicamente della mia diagnosi per nascondermi dietro a essa, ma perché so che molte persone ignoranti la vedono ancora come una malattia o qualcosa di negativo”, ha scritto il 31 agosto.

Convinta che la sua lotta abbia la precedenza su tutto il resto, Greta Thunberg ha convinto i suoi genitori a lasciarle prendere un anno sabbatico e non tornare a scuola nell’autunno del 2019 per viaggiare in tutto il mondo e condividere la sua lotta. Ad agosto, ha attraversato l’Atlantico in barca a vela ed è andata a New York, dove ha tenuto il suo atteso discorso alle Nazioni Unite. Una traversata mediatica dal forte impatto simbolico nel bel mezzo del cosiddetto flygskam, letteralmente la “vergogna di volare”.

Dall’inizio della sua lotta, e della sua mediatizzazione, Greta Thunberg deve affrontare una lunga, lunghissima lista di attacchi. Pur sostenendo una nobile causa, è presa di mira da persone di ogni genere. Politici, intellettuali, personaggi dei media: la giovane svedese non lascia nessuno indifferente. “È un’icona che fa venire i brividi alla schiena”, “mette a disagio” , “è eccessiva”, “squallida”, “ridicola”, “fanatica”.

Questo è solo un un piccolo assaggio dei commenti apparsi sugli editoriali l’indomani del discorso di Greta Thunberg all’Onu.

Parte di quest’odio è pura misoginia. Chissà se un uomo avrebbe causato la stessa virulenza o se i suoi detrattori avrebbero invocato le “sculacciate”, come alcuni hanno fatto con Greta Thunberg. Che tra l’altro, oltre che donna, è un’adolescente: la sua giovinezza è un altro aspetto difficile da digerire per i conservatori, che rifiutano l’idea che un bambino faccia la morale agli adulti, turbando l’ordine stabilito. È più facile vedere in lei un burattino, una portavoce manipolata dalle organizzazioni ambientaliste, accusa mai provata finora.


Per Erwan Lecœur, sociologo e specialista di ecologia politica, l’odio anti-Greta ha anche un’altra spiegazione: “I difensori del sistema attuale, che distrugge il clima, non trovano più argomenti per difendere le loro posizioni, il loro modo di vivere e talvolta i loro privilegi”, ha commentato in un’intervista. Per mancanza di argomenti attaccano chi lancia l’allarme, anche a costo di scagliarsi contro una minorenne.

Lo stesso Emmanuel Macron, che ha ricevuto la giovane attivista a febbraio all’Eliseo, ha replicato al suo discorso all’Onu, dicendo al microfono di Europa 1 di non avere “la sensazione che la Francia sia inerte”. “È ovvio che posizioni molto radicali creino antagonismi nelle nostre società”, ha aggiunto il presidente.

In linea con il capo dello Stato, diversi membri del governo hanno preso pubblicamente le distanze da Greta Thunberg. A partire dalla ministra per l’Ecologia Brune Poirson, che le ha rimproverato il suo tono davanti alle Nazioni Unite: “È importante avere persone che sensibilizzino. Ma quali soluzioni mette sul tavolo? Non lo so. Non possiamo mobilitare con la disperazione, quasi con l’odio”. Eppure, lo scorso luglio, la stessa ministra aveva ringraziato Greta Thunberg, di passaggio all’Assemblea nazionale francese, invitandola a non cedere: “Quello che stai facendo è un incredibile motore di speranza”, diceva allora Poirson, che è anche vicepresidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente.

Le critiche più o meno virulente a Greta Thunberg non sono certamente una prerogativa dei francesi. Dall’altra parte dell’Atlantico, anche Donald Trump non ha risparmiato la ragazza. Dopo il suo discorso alle Nazioni Unite, il presidente americano l’ha presa in giro descrivendola ironicamente come “una ragazza molto felice che aspetta un futuro meraviglioso e luminoso”. Un commento subito fatto suo da Greta Thunberg per la sua nuova biografia su Twitter: le spalle della giovane attivista sono decisamente ben più larghe di quello che suggerisce la sua esile figura.