L’intelligenza artificiale applicata alla Giustizia

Il 4 Dicembre è stata approvata a Strasburgo la Carta Etica Europea, primo organo a redigerla ed approvarla è stata la Cepej, ovvero la commissione europea per l’efficienza della giustizia, utile a regolare l’uso dei sistemi intelligenti per assumere decisioni giudiziarie e per l’utilizzo di tools da parte di avvocati e operatori di sistema.

Il documento sancisce 5 principi guida, per tutti quei sistemi utili alla giustizia tramite intelligenza artificiale.

1) Rispetto dei diritti fondamentali, assicurandosi che il design, la realizzazione e l’ applicazione di nuovi servizi e tools basati su AI siano con essi compatibili;

2) Principio di non discriminazione: in particolare, prevenendo lo sviluppo o l’intensificazione di qualsiasi forma di discriminazione, tra individui o gruppi di individui;

3) Principio di qualità e sicurezza: soprattutto con riguardo ai processi di predisposizione di data set e di elaborazione delle decisioni, utilizzando fonti certificate e con l’apporto multidisciplinare di diverse competenze. La raccomandazione è che la processazione di dati debba avvenire sulla base di originali certificati ed integri in ogni fase. Garantendo, sa va san dir, la cyber-security;

4) Principio di trasparenza, imparzialità e correttezza: occorre rendere accessibili i modelli e gli algoritmi utilizzati nelle decisioni giudiziarie, rendendoli comprensibili e a disposizione di audit di autorità indipendenti. La predisposizione di un sistema di certificazione sarebbe auspicabile;

5) Principio del “under user control”, che potrebbe esser definito “della garanzia dell’intervento umano” ossia precludere un approccio deterministico nell’utilizzo dei tools, garantendo che gli attori siano pienamente consapevoli e possano tornare padroni della propria decisione.

Questo principio svolge un ruolo chiave in ambito giudiziario, dove il giudice deve mantenere il potere di verificare l’output intelligente rispetto al caso specifico, per garantire l’effettiva applicazione del diritto al caso specifico. Ogni utente dovrà essere informato della natura della soluzione proposta tramite AI, le possibili opzioni e del diritto di ricorso.

Chi dice che l’Europa è morta, probabilmente, dovrebbe chiedersi se nel suo cervello ci sia vita.

Fonti: coe-carta-etica-europea-di-giustizia pdf