PREMESSA: questa non è la mia personale critica al Festival, né un articolo sulle questioni politiche che hanno, a detta di alcuni, influenzato l’esito della gara, è semplicemente un’analisi dei testi delle 24 canzoni, analizzati dall’ultima classificata alla prima, e del messaggio che esse hanno voluto trasmettere.


Puntuale come ogni anno, e con esso l’ingente quantità di critiche ed apprezzamenti, si è svolta dal 5 al 9 febbraio scorso la 69^ edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Condotto per la seconda volta consecutiva da Claudio Baglioni, con la collaborazione del comico Claudio Bisio e della soubrette Virginia Raffaele, il festival ha visto trionfare Mahmood con Soldi, seguito da Ultimo con I tuoi particolari e dal trio lirico Il Volo con la loro Musica che resta.

24° posto: Un’altra luce – Nino D’Angelo ft. Livio Cori
Cucchiaio di legno per il duo napoletano, un rapper emergente e una delle voci più famose della “vecchia scuola” in uno scambio di opinioni simile al rapporto tra un nonno ed un nipote, quasi un passaggio di testimone come portabandiera della musica partenopea.


mai nessuno ha mai capito come scaldarmi quanto il sole.
ma tu sicuro sai illuminarmi dove l’ombra raffredda il cuore.”

23° posto: Parole nuove – Einar
Il cantante italo-cubano ha composto un brano che parla di un amore nuovo, che inizia dopo uno finito male, con l’ausilio di nuove parole, che però rimanderanno sempre ad una relazione ancora presente, una ferita ancora fresca.

“c’è chi dice che il tempo anestetizzi un ricordo.
ma qui c’è ancora il tuo odore che ricorda ogni notte il tuo corpo”

22° posto: Le nostre anime di notte – Anna Tatangelo
Carica di riferimenti personali e familiari, il testo della cantante laziale è la storia di una relazione che si è interrotta bruscamente, ma nonostante le difficoltà è ripartita più forte di quando era finita.

“non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
le nostre anime di notte non si perderanno mai”

21° posto: Un po’ come la vita – Patty Pravo ft. Briga
Un insolito duo, formato da un rapper in ascesa e una delle voci femminili più melodiose dell’intero panorama italiano, ha sfornato una profonda riflessione sulla vita e sugli errori che tutti commettiamo sottovalutando troppo spesso le conseguenze.

“Vorrei trovarmi nell’esatta condizione di una luce alla stazione
Su un binario abbandonato, dove il viaggio non è mai iniziato”

20° posto: I ragazzi stanno bene – Negrita
Il gruppo aretino si presenta al festival con un brano che sintetizza 25 anni di carriera, focalizzandosi sui tanti problemi della nostra società, lasciando però un barlume di entusiasta speranza, come molte delle canzoni dei Negrita.

“Scaleranno le montagne e ammireranno la pianura
che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura!”

19° posto: Mi farò trovare pronto – Nek
C’è poco da commentare, Nek ha scritto un brano in cui esalta come un poeta il sentimento più forte di tutti: l’amore. Un canto d’amore libero, puro, a tratti filosofico, un sentimento talmente perfetto che difficilmente si può racchiudere in una sola canzone, eppure ci è andato dannatamente vicino.

“Sono pronto, sono pronto, a non esser pronto mai
per essere all’altezza dell’amore,
sono pronto, sono pronto, come non ho fatto mai”

18° posto: Senza farlo apposta – Federica Carta ft. Shade
Un duetto tra due voci giovani e promettenti, che però inizialmente non ha convinto gli ascoltatori, tuttora divisi. È la storia di un amore non corrisposto, su come sia facile illudersi e innamorarsi troppo facilmente, soffrendo quando non si viene corrisposti.

“dicono che non capisci il valore di qualcuno fin quando non l’hai perso
tu non capiresti lo stesso, quindi non dirlo nemmeno per scherzo”

17° posto: L’amore è una dittatura – The Zen Circus
Amore e politica si mescolano nella canzone del gruppo pisano fino a generare una profonda riflessione sull’umanità dei sentimenti che lentamente stiamo perdendo, è l’urlo di chi non accetta che l’odio domini ogni azione o decisione, sentimentale o politica.

“chi vive nel tempo muore contento, ci hanno visti contare le pietre di questo deserto
pazienza, perdere il tempo con il cielo, farlo di lavoro,
pagati per immaginare qualcosa che non puoi fotografare”

16° posto: L’ultimo ostacolo – Paola Turci
La graffiante voce della Turci ci racconta di com’è difficile il mestiere del genitore con un testo nel quale la cantante si è immaginata bambina, affiancata e custodita da un padre supereroe, faro della quotidianità e pronto a difenderti da ogni minaccia.

“che siamo fiamme in mezzo al vento, fragili ma sempre in verticale
magari no, non è l’ultimo ostacolo, ma è bellissimo pensare di cadere insieme”

15° posto: Aspetto che torni – Francesco Renga
Il pezzo di Renga è un’indagine sulla sua stessa vita, del suo percorso musicale e della sua evoluzione stilistica. Come ammesso dall’artista durante un’intervista, la canzone è dedicata alla madre Jolanda, morta trent’anni fa, quando egli era appena maggiorenne.

“Cerco ancora nei miei occhi il sorriso di mia madre
mi manca da trent’anni e vorrei dirle tante cose”

14° posto: Dov’è l’Italia? – Motta
Motta si immedesima in quella che è la società attuale, tra mille questioni e difficoltà, non riconoscendosi più tra quelli che erano i suoi “fratelli”, persone diverse da quelle con le quali era abituato a vivere la quotidianità.

“perchè nascosto sono stato quasi sempre,
tra chi vince e chi perde, a carte scoperte”

13° posto: Solo una canzone – Ex-Otago
Il gruppo ligure ha composto un pezzo che racconta lo strano rapporto tra tempo e sentimenti, focalizzandosi su quanto sia veloce arrabbiarsi per un amore finito male, ma allo stesso tempo di doverlo vivere per molto tempo pur di capirne la profondità.

“resta con me, perchè la notte mi fa perdere
poi non ho voglia di sognare, perchè domani è uguale”

12° posto: Rose viola – Ghemon
Un brano decisamente interessante, non tanto per i riferimenti all’amore, ma perchè Ghemon si è immedesimato nei panni di una donna, mettendo in luce tutta la sua sensibilità e le sue grandi doti da song-writer

“la strada del ritorno l’ho segnata sulla mappa dei miei passi falsi
frasi squisite, quelle tue che ora sanno di cibo per gatti,
ma sta nel gioco delle parti.”

11° posto: Per un milione – Boomdabash
La band salentina si focalizza sui tanti piccoli gesti della quotidianità, che nella loro semplicità rendono l’attesa dell’amore puro una gara alla purezza e trasparenza, un invito al godersi le piccole cose, troppo spesso sottovalutate.

“aspetterò che torni come aspetto il sole
mentre sto camminando sotto un acquazzone”

10° posto: Nonno Hollywood – Enrico Nigiotti
L’ex partecipante di Amici e XFactor ha scavato nei suoi ricordi e ne è uscita fuori una canzone dedicata ad una delle persone più importanti della sua vita, suo nonno. Un testo struggente segnato dal dolore che la sua scomparsa ha generato nell’artista.

“nonno, sogno sempre prima di dormire,
cerco di trovare un modo per capire”

9° posto: Rolls Royce – Achille Lauro
Senza dubbio l’artista più criticato e controverso del festival. Rolls Royce è l’inno di una vita di eccessi, affrontata senza paura delle conseguenze e costantemente nel rischio, con quel pizzico di trap che non guasta mai.

“c’est la vie, non è follia ma solo vivere
non sono stato me stesso mai, non c’è niente da capire”

8° posto: Mi sento bene – Arisa
Arisa ha scelto la leggerezza, la spensieratezza, la velocità per raccontare una canzone che parla di un periodo sorridente della vita dell’artista dopo uno travagliato. E’ un manifesto del ben pensare e del sentirsi bene con se stessi.

“cosa ne sarà dei sogni nei cassetti, poveretti, dei grandi amori persi
dei grandi amori persi quando questo tempo finirà?
Se non ci penso più mi sento bene”

7° posto: La ragazza con il cuore di latta – Irama
L’argomento è davvero importante, uno spunto di riflessione sugli abusi sessuali e i maltrattamenti di un padre nei confronti della figlia, un testo profondo e che sa di rivincita dopo una vita di sofferenze.

“io in quella nuvola ci vedo solo un cuore vero
perché il mio a volte si dimentica e non batte più”

6° posto: Argentovivo – Daniele Silvestri (ft. Rancore & Manuel Agnelli)
Un mix di voci completamente diverse, un testo scritto a più mani e che racconta quanto difficile sia la quotidianità di un ragazzo di sedici anni, destinato ad una vita in prigione che poi è la sua stessa vita, la società in cui vive, la gente con cui parla.

“ho sedici anni ma è già da più di dieci che vivo in un carcere
nessun reato commesso la fuori, fui condannato ben prima di nascere”

5° posto: Abbi cura di me – Simone Cristicchi
Una preghiera d’amore e un inno alla vita, è tra questi due concetti che la canzone di Cristicchi vuole viaggiare, un testo denso e intriso di richieste malinconiche d’aiuto, un continuo sali-scendi di emozioni, tipico dell’artista romano

“il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro
basta mettersi al fianco invece di stare al centro”

4° posto: Cosa ti aspetti da me – Loredana Bertè
La voce graffiante e inconfondibile della Bertè esplode in una canzone che racconta delle aspettative troppo spesso rimaste illusioni e mai diventate qualcosa di concreto, creando un’atmosfera che è un vero e proprio mix tra grinta e delusione.

“io ci credevo sì, ci vuole soltanto una vita ad essere un attimo
tu ci credevi sì, e aspetti tutta una vita per essere un attimo”

3° posto: Musica che resta – Il Volo
Medaglia di bronzo per il trio lirico alla seconda partecipazione al festival. Musica che resta segue il binomio musica/amore, sottolineando le differenze e le analogie che le caratterizzano e che le rendono inseparabili.

“tra miliardi di persone ti ho riconosciuta nella confusione
sciogli quel sorriso dal tuo viso e andiamo via lontano”

2° posto: I tuoi particolari – Ultimo
Secondo gradino del podio per il giovane cantautore già vincitore della categoria Giovani lo scorso anno. E’ la storia di un amore finito male e che ha lasciato un vuoto enorme e il rimpianto di aver perso i piccoli gesti che ormai sono andati perduti.

“se solamente Dio inventasse delle nuove parole
potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui.”

1° posto: Soldi – Mahmood
And the winner is….Mahmood! Il titolo rischia di risultare troppo banale, eppure Soldi è ispirata alla vita del giovane cantante e racconta l’abbandono del padre in giovane età e le difficoltà di una famiglia ad andare avanti nonostante il dolore e la nostalgia.

“penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
è difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio”

Quella del 2019 passerà agli albori come una delle edizioni più discusse e controverse di sempre, intrisa di polemiche pre e post festival, complotti della giuria dettati da una mano politica che magari di musica non dovrebbe interessarsi, ammesso che lo abbia davvero fatto.
Il parere del sottoscritto è che Sanremo 2019 è stato il festival dell’integrazione e della buona musica, con nuovi e validi artisti che si affacciano nella realtà musicale e il giusto contributo della vecchia scuola, che sta lentamente lasciando spazio al nuovo che avanza.

Top 5 personale

  1. Rose Viola – Ghemon
  2. Argentovivo – Daniele Silvestri (ft. Rancore & Manuel Agnelli)
  3. L’amore è una dittatura – The Zen Circus
  4. Dov’è l’Italia – Motta
  5. Soldi – Mahmood