Il 27 novembre 2011 il rapper statunitense Macklemore (nome d’arte di Benjamin Hammond Haggerty), in collaborazione con il dj e producer Ryan Lewis, ha rilasciato il singolo Otherside, reinterpretazione
dell’omonima traccia resa celebre dai Red Hot Chili Peppers. Il brano è testimonianza nuda e cruda di una realtà, quella dell’abuso di stupefacenti, che Macklemore stesso ha vissuto durante l’adolescenza e nella quale, come ammesso dall’artista pubblicamente, è di nuovo ricaduto nel 2015, uscendone definitivamente grazie al supporto di familiari, amici e fan.
Otherside si apre con una speaker televisiva intenta ad annunciare, durante un telegiornale nel quale era ospite il rapper Bun B, la morte di Chad Butler, in arte Pimp C, morte causata dall’abuso di syrup (letteralmente “sciroppo”), termine che nel gergo si
riferisce alla codeina:

“Chad Butler, known as Pimp C, died in a Los Angeles hotel room.
The L.A. County Coroner’s office ruled the rapper’s death accidental,
and attributed it to a combination of apnea, and syrup.

[Chad Butler, aka Pimp C, è stato trovato morto nella sua stanza
d’albergo a Los Angeles. La polizia ha dichiarato che è morto asfissiato,attribuendo la causa all’abuso di “sciroppo”]

Il testo scorre, soprattutto grazie alla capacità del rapper di adattarsi ad una base non sua, alla sua naturale facilità nell’incastrare figure retoriche e termini “del settore” tra le rime di una canzone che viaggia per circa cinque minuti senza stancare, anzi coinvolgendo sempre di più l’ascoltatore nella storia che Macklemore sta raccontando.

Una storia esplicita, quasi violenta, alla Trainspotting, una storia non
immaginata, ma ben radicata nelle vene del rapper che sembra quasi piangere ad un certo punto della stessa, in un disperato monito di speranza, la storia di una coppia di tossicodipendenti e che si conclude con la morte del ragazzo e la disperazione della compagna che, ritrovandolo steso sul pavimento:

“said his name shooked but he never got up.”
(urlò il suo nome disperata, ma lui non si alzò mai)

Un ulteriore riferimento alle esperienze personali del cantante si ha poco dopo, verso la fine della canzone:

“I’ve seen cocaine bring out the demons inside

cheating and lying
friendship cease, no peace in the mind
stealing and taking anything to fix the pieces inside
broken, hopeless, headed nowhere

(Ho visto la cocaina tirare fuori i demoni che abbiamo dentro

imbrogliare, mentire
amicizie finite, cervello senza pace,
rubando qualsiasi cosa per rimettere assieme i pezzi
rotti, senza speranza, senza direzione)

Un violino e la base lenta che continua a scorrere accompagnano i “titoli di coda” del pezzo, durante i quali si riprende l’intervista iniziale a Bun B, il quale denuncia che l’abuso di tali sostanze stiano rovinando il mondo della musica e non solo.
Macklemore ha da sempre espresso la sua vicinanza alla causa LGBT, evidenziando il suo supporto con una canzone del 2012, contenuta nell’album The Heist, sempre in stretta collaborazione con Ryan Lewis.
Il testo è una denuncia sociale che non risparmia critiche a nessuno, politica, religione, famiglia, in un processo immaginario in cui il colpevole non è l’omosessuale, tantomeno l’omofobo, ma chi si arma d’ignoranza e conduce una propria caccia alle streghe.

Il testo si apre con una dichiarazione dello stesso Ben e i suoi dubbi riguardo il proprio orientamento sessuale:

“When I was in the 3rd grade, I thought that I was gay
’cayse I could draw, my uncle was and I kept my room straight
I told my mum, tears rushing down my face”

(Quando ero in terza elementare, pensavo di essere gay perché lo disegnavo, mio zio lo era e tenevo la mia stanza in ordine, lo dissi a mia madre, mentre le lacrime scorrevano sul viso)

Le lacrime dell’artista non sono legate alla sofferenza, bensì alla paura di un bambino americano che si trova da solo a combattere contro una montagna di stereotipi e discriminazione. La denuncia alla società
si fa ancora più forte nella seconda strofa:

“A word routed in hate, yet our genre still ignores it
Gay is synonymous with the lesser
It’s the same hate that’s caused wars from religion
Gender to skin color the complexion of your pigment
The same fight that lead people to walk-outs and sit-ins,
It’s human rights for everybody, there is no difference Live on! And be yourself! When I was in church, they taught me something else”
(una parola radicata nell’odio, gay è sinonimo di inferiore è lo stesso odio che causa guerre di religione, il genere come il colore della pelle, il colorito del tuo pigmento, le stesse lotte
che hanno portato alle marce ed ai sit-in
diritti umani per tutti, non c’è differenza, vivi! E sii te stesso, quando ero in chiesa mi insegnarono tutt’altro)

Le frasi più significative e commuoventi della canzone sintetizzano perfettamente il messaggio che l’artista vuole lanciare, un messaggio di speranza, che richiama i concetti di amore e fratellanza tanto difesi dalla Chiesa.

“no freedom ‘til we are equal, damn right I support.

[…]

Whatever God you believe, we came from the same one,
strip away the fear, underneath it’s all the same love

about time that we raised up”

(non c’è libertà se siamo uguali, c***o se lo supporto.

[…]

qualunque sia il tuo Dio, proveniamo dallo stesso
abbandona la paura, alla fine è lo stesso amore,

è ora di svegliarci).

L’obiettivo di Macklemore è sensibilizzare le persone su tematiche delicate, e anche grazie alla sua musica, questo velo di ipocrisia e intolleranza si sta lentamente squarciando.
È ora di svegliarci.

Brani consigliati:

Macklemore x Ryan Lewis – Same Love
Macklemore x Ryan Lewis – Otherside
Macklemore x Ryan Lewis- Wing$
Macklemore – Gemini
Macklemore x Ryan Lewis – Can’t hold us