“L’origine dei nostri brani? Beh, tutto nasce come una poesia, poi ci buttiamo un po’ di musica intorno.”

 

In pieno stile Twenty-One Pilots, Tyler Joseph (frontman e fondatore del gruppo), sintetizza perfettamente il processo creativo di quasi tutte le canzoni che dal 2009 ad oggi tutti abbiamo sentito almeno una volta.

Ma chi sono i Twenty-One Pilots? Il duo nasce da un progetto di Tyler Joseph, cantante e polistrumentista, nel 2009, con la collaborazione del bassista Nick Thomas e del bassista Chris Salih, tutti originari della piccola Columbus, in Ohio.

Dopo la pubblicazioni di due lavori, Twenty-One Pilots e Regional at Best, il gruppo crolla a causa di incongruenze contrattuali, Thomas e Salih lasciano la band venendo sostituiti da Josh Dun, percussionista. I Twenty-One Pilots diventano quindi un duo, formato dal genio creativo di Joseph e dal talento di Dun, un connubio perfetto e moderno, che nel 2013 porta alla luce Vessel, che contiene sei brani inediti e altrettanti riarrangiati e che in copertina riporta i nonni paterni dei due artisti, sottolineando il forte attaccamento alla famiglia e alla loro città natale. È un successo annunciato, doppio disco di platino e Tour in giro per il mondo, lo stile unico dei Twenty-One Pilots emerge in ogni canzone, nonostante l’album passi da tracce più soft, come ad esempio House of Gold, dedicata alle rispettive madri, ad altre più ritmiche e spensierate, il tutto seguendo l’altalenante e versatile gioco che Joseph realizza con il suo tono vocale e che lo rende capace di passare dal rap allo scream nel giro di qualche secondo.

Canzone significativa è Guns for Hands, tradotto letteralmente Pistole per le mani, ed è una traccia che porta a riflettere sull’eccessiva circolazione di armi da fuoco negli Stati  Uniti, con la scusa paradossale della legittima difesa. Tale situazione “spaventa” il duo, al punto tale da far perdere loro, metaforicamente ma non troppo, il sonno:

 

“That you all have guns, and you never put the safety on
and you all have plans, to take it, to take it, don’t take it, take it, take it

I’m trying, I’m trying to sleep, I’m trying, I’m trying to sleep
but I can’t, but I can’t when you all have
guns for hands yeah!”

[che avete tutti le pistole, e non mettete mai la sicura

ed avete tutti piani per toglierla, per toglierla

non prendetela, prendetela, prendetela 

sto provando, provando a dormire ,sto provando, provando a dormire

ma non ci riesco, non ci riesco quando voi tutti avete

pistole per le mani, yeah!]

 

Ma la vera e propria perla del disco è Car Radio, brano che, come si può prevedere leggendo il titolo, parla del furto di un’autoradio. Ciò che può sembrare un avvenimento di poco conto è in realtà il pretesto per Joseph, ma un po’ per tutti, per rimanere solo con i propri pensieri, riflettere, sentire la mancanza di persone o cose che prima erano nostre e ora non lo sono più perché qualcuno ce le ha tolte, il tutto in quattro minuti e mezzo di rabbia che incantano dal primo ascolto, dalla prima strofa.

 

There are things we can do but from the things that work there are only two
And from the two that we choose to do peace will win and fear will lose
It is faith and there’s sleep we need to pick one please because
Faith is to be awake and to be awake is for us to think
And for us to think is to be alive and I will try with every rhyme
To come across like I am dying to let you know you need to try to think

I have these thoughts, so often I ought to replace that slot with what I once bought
‘Cause somebody stole my car radio and now I just sit in silence”

[Ci sono cose che possiamo fare ma ci sono solo due cose che funzionano

e fra queste due che scegliamo di fare la pace vincerà e la paura perderà

e c’è la fede e c’è il sonno, noi dobbiamo sceglierne una sola perché

la fede è essere svegli ed essere svegli è, per noi, pensare

e pensare è, per noi, essere vivi e proverò con ogni rima

a dare l’impressione di star morendo per farti capire che devi provare a pensare

ho questi pensieri così spesso,
dovrei rimpiazzare quello spazio con ciò che una volta ho comprato

perché qualcuno ha rubato la mia autoradio ed ora sto solo seduto in silenzio]

 

L’evoluzione stilistica del duo porta alla realizzazione di Blurryface, album che viene anticipato da alcuni singoli, tra cui Ride e Stressed Out, senza dubbio le canzoni più note dei Twenty-One Pilots.
Blurryface è un album diverso, complesso, il panorama musicale varia, come muta la percezione di Joseph (autore materiale di quasi tutti i testi del duo) di alcune tematiche intime e delicate, come l’amore corrotto, la morte, la nevrosi. Traccia emblematica è heavydirtysoul, brano di un’energia pazzesca che però allo stesso tempo è una disperata richiesta d’aiuto, condito con quel pizzico di hip-hop che fa tanto anni ‘90 e che non guasta mai:

 


‘Cause I wasn’t the only one who wasn’t rushing to say nothing
This doesn’t mean I lost my dream
It’s just right now I got a really crazy mind to clean

Gangsters don’t cry, therefore, therefore I’m
Mr. Misty-eye, therefore I’m

Can you save can you save my
Can you save my heavy dirty soul?

[il fatto che io non fossi l’unico che non stava correndo a dire niente
non significa che abbia perso il mio sogno
e solo ora ho una mente veramente folle da pulire

i gangsters non piangono , pertanto, perciò io sono il signor lacrime agli occhi, quindi

Puoi salvarmi? Puoi salvarmi
Riuscirai a salvare la mia cattiva e sporca anima?]

 

Ride è invece una traccia più soft, più allegra, che però nasconde un’ansia velata dalla capacità di vivere spensierati e godersi le piccole cose:

 

“I just wanna stay in the sun where I find, I know it’s hard sometimes
Pieces of peace in the sun’s peace of mind,I know it’s hard sometimes
Yeah, I think about the end just way too much, but it’s fun to fantasize
All my enemies who wouldn’t wish who I was, but it’s fun to fantasize

Oh, oh
I’m falling so I’m taking my time on my ride”

[voglio solo rimanere al sole dove mi trovo, so che a volte è dura
pezzi di pace nella tranquillità del sole, so che a volte è difficile
sì, penso fin troppo alla fine, ma è divertente fantasticare
non augurerei di trovarsi nella mia situazione nemmeno ai miei nemici,

ma è divertente fantasticare

oh,oh,

sto cadendo, quindi mi prendo il mio tempo per viaggiare]

 

Il risultato dell’unione di tutti questi fattori? Quindici dischi di Platino sparsi per tutto il mondo, e un tour sold-out che ha regalato ai loro fan emozioni indescrivibili.

Ad oggi è uscito da qualche mese il loro ultimo lavoro, Trench, che non ho volutamente inserito in quest’analisi in quanto disco particolarmente complesso ed elaborato, posso solo dirvi che Jumpsuit, singolo estratto dal disco, spacca di brutto e fa venir voglia di spaccare ogni cosa intorno a noi. Twenty-One Pilots, un nome e un perché, un duo capace di scatenare e ragionare nello stesso tempo, un duo che passerà alla storia come una rivoluzione musicale, e destinato a far parlare di sé ancora per molto.

E sì, Car Radio è la canzone che ha ispirato questa rubrica (oltre che essere particolarmente importante per chi scrive). In fondo non è questo il compito della musica? Emozionarci, farci riflettere.

Brani consigliati:

Car Radio

Heavydirtysoul

Jumpsuits

Blurryface

Guns for Hands