Alle 13:40 ore locali, a Christchurch, la più grande città nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, un uomo apriva il fuoco nella moschea di Al Noor e successivamente in quella di Masijd.

Al momento si contano 49 vittime più svariati feriti. Sono stati arrestati quattro sospettati dell’organizzazione dell’attentato, fra cui il presunto esecutore materiale, tale Brenton Tarrent, cittadino australiano di 28 anni. Poco prima dell’esecuzione del piano terroristico, è stato postato in rete, presumibilmente dallo stesso Tarrent, un manifesto di 87 pagine “Anti immigrati e anti musulmani”, da subito bloccato. In seguito, vi è stata la rivendicazione dell’attentato da parte di Tarrent, il quale voleva dimostrare che anche le parti più remote del mondo sono colpite da immigrazione incontrollata.

Stupisce leggere sui caricatori usati dal terrorista, vari nomi di attentatori bianchi contro islamici. Su tutti spiccano il maceratese Luca Traini, autore della sparatoria avvenuta lo scorso 3 febbraio 2018, e Sebastiano Venier, generale veneziano ricordato per la vittoria contro i turchi nel 1571 a Lepanto.

Agghiacciante risulta il filmato eseguito dallo stesso Tarrent, che lo vede dapprima dirigersi a bordo della sua station wagon carica di armi automatiche e munizioni verso la moschea, per poi sparare incessantemente per tre minuti, dirigersi nuovamente verso la macchina per ricaricare, e rientrare nuovamente. Terminate le munizioni, sale a bordo dell’auto e sfreccia a tutta velocità verso l’obiettivo successivo. 17 minuti di puro terrore.

La Premier neozelandese Jacinda Ardern ha definito questo “Uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda “. La Ardern ha anche aggiunto, in merito alla probabilità che tra le vittime vi siano dei rifugiati, “Loro hanno scelto la Nuova Zelanda come la loro casa ed è la loro casa. Loro sono noi – ha osservato – le persone che hanno compiuto questo atto di violenza non lo sono. Non c’è spazio per loro in Nuova Zelanda”.

Numerose le reazioni del mondo della politica, dal Presidente turco Erdoğan il quale vede la crescente islamofobia della società occidentale come principale responsabile degli attentati, al Primo Ministro Giuseppe Conte il quale ha espresso il suo cordoglio per la strage. Sempre più, si riesce a constatare come non esistano luoghi sicuri, estranei a simili violenze. Già quando Anders Breivik, il 22 luglio del 2011 assassinò 77 persone in Norvegia, ci si stupì di come in un paese così tollerante
potesse essere avvenuto un simile evento. A prescindere dalla matrice terroristica, che sia essa politica, islamica o suprematista bianca, ogni volta si rinnova il dolore e l’incomprensione di come il genere umano possa infliggersi tali disgrazie, in nome delle ideologie. Basti pensare che solo nel periodo 2009-2017 ci sono stati 59 attentati terroristici di varia matrice.

Gli interrogativi che aleggiano ora sono molteplici. In che modo reagirà la frangia estremista islamica, in particolar modo il sedicente Stato Islamico? Riusciremo ad intravedere la luce in fondo al tunnel di questa piaga?