La Francia da oltre quattro mesi è nel caos: non si ferma la protesta dei gilet gialli.
Una volta i cittadini francesi sfidavano le autorità per lottare contro l’aumento delle tariffe del pane, contro i privilegi di classe della nobiltà, e combattevano per guadagnarsi il diritto a partecipare alla vita politica. Ora invece lo fanno per protestare contro l’aumento delle tariffe della benzina.
Infatti, nel mirino un pacchetto di misure prese dal Presidente francese, tra cui l’aumento della benzina dei pedaggi autostradali e dei radar per le multe, per favorire l’uso di veicoli eco-compatibili; secondo i gilet gialli però queste misure avrebbero colpito solo gli automobilisti, specie quelli dei centri più piccoli e rurali.

Dalla primissima manifestazione, tenutasi il 17 novembre, c’è stato sempre un maggiore aumento del numero dei protestanti: anarchici, gruppi di estrema destra e sinistra, ma anche disoccupati, donne e studenti.
La protesta sta diventando un vero e proprio scontro sociale: poveri contro ricchi, assumendo contorni sempre più ostili e pericolosi.

Eliminazione del crescente fenomeno dei senzatetto, un salario minimo francese pari a 1.300 euro netti; promuovere le piccole imprese nei centri urbani, un ampio piano di isolamento termico delle abitazioni per promuovere interventi ecologici facendo al contempo risparmiare le famiglie. Un equo pagamento delle tasse, leggi sulle pensioni, proteggere l’industria francese proibendo la delocalizzazioni; più sicurezza del lavoro, aumentando i contratti a tempo indeterminato; Alloggi in affitto a costi più moderati, soprattutto per studenti e lavoratori precari. Creare lavoro per i disoccupati, aumento dei fondi per i disabili.
Queste sono solo alcune delle tante richieste dei gilet gialli che affrontano diverse ed importanti tematiche.

Nonostante un’apparente apertura da parte del governo, le proteste non si fermano. Ogni sabato i manifestanti scendono in piazza: guerriglie, scontri con la polizia attaccata dai black bloc, incendi, saccheggi di negozi, distrutti anche molti locali di lusso sugli Champs-Elysées. Il numero dei feriti diventa sempre più alto.
La manifestazione si è trasformata in un assalto al cuore di Parigi che sta assumendo le sembianze di una vera e propria guerra civile.