In qualsiasi epoca si viva, l’amore è sempre un tema attuale.

Colpisce sicuramente tutti, volenti o nolenti, nessuno ne è immune, in nome di esso si infrangono cuori, si compiono gesti folli, si scrivono inni e poemi, si riempiono pagine di parole, si struggono artisti.

La letteratura, la filosofia, la musica e l’arte ci mostrano come l’amore sia uno dei cardini della vita, Dante senza la propria musa non ci avrebbe regalato la “Divina Commedia”, Leopardi non avrebbe scritto le poesie più melodiche della letteratura.

Oggi però, il senso dell’amore è mutato, si vive in un’epoca in cui è tutto a portata di mano, l’amore è diventato “self-service”: si ha una vasta gamma fra cui scegliere, se non piace qualcosa c’è sempre l’alternativa pronta.

Sostanzialmente, tutto e subito.

Pochi si prendono del tempo per riflettere su cosa significhi davvero “amare”, perché si è spinti a desiderare l’altra persona, a creare una famiglia e doverla sopportare per anni e anni, ci si è abituati ad avere i propri spazi, a non perdonare i torti, ed è per questo che le coppie si lasciano anche per banali motivazioni.

“Cos’è, Giacomo, l’amore, se non confidare a qualcuno il punto più scoperto dove colpirci, nel caso smettesse di amarci?” -L’arte di essere fragili, Alessandro D’Avenia.

Molti credono che amare non valga la pena, perché soffrire? Meglio prendersi solo il bello dell’amore e lasciare da parte il lato impegnativo: i litigi, le sofferenze, la comprensione, ma l’amore senza disamore sarebbe solo una cosa a metà, sarebbe come non vivere a pieno la vita, dipingere un quadro senza chiaro-scuro. In quest’opera, Magritte raffigura i due amanti che si baciano coperti da un telo, ma loro sono davvero consapevoli del velo che li separa? Quello che manca oggi è la comprensione, togliere l’ostacolo che ci separa dall’altra persona.
Per questo San Valentino sarebbe un bel gesto prendersi del tempo e sedersi di fronte all’altra persona e chiedersi “ti conosco davvero? E tu quanto mi conosci? Quante volte ci siamo perdonati? Quanto tempo abbiamo passato ad ascoltarci?”


René Magritte, Gli innamorati, 1928, olio su tela, MoMa, New York