After Life è Gervais.

Un Gervais al massimo della forma, la cui penna ha dato vita ad una mini-serie della durata di un film, ricca di emozioni contrastanti.

Tristezza, perlopiù, e chi si aspettava di ridere guardando la serie tv di uno stranoto comico, dovrebbe capire cosa intende il buon Ricky per comicità.

Tony è un uomo che vuole morire, a seguito della morte di sua moglie Lisa a causa di un cancro al seno, infatti, ha deciso di farla finita.

Il problema di Tony, tuttavia, è che il suo cane ha costantemente bisogno di lui, un bisogno palesato a tal punto da “distrarlo” sul più bello.

Basterebbe solo questa premessa a spiegare perfettamente l’intero messaggio di un’opera del genere.

Tony è tutto: è triste, sciatto, incapace di amare, cinico, ma non è solo.

Nel corso di questa importante fase della sua vita, ci sarà sempre qualcuno che avrà bisogno di lui, qualcuno che finirà inevitabilmente per distrarlo.

Ricky Gervais ha voluto darci l’assaggio di una vita senza amore, una vita piatta, sporca, senza uno scopo.

After Life non è una serie d’azione, non parla di avventura, non è una commedia vera e propria e certamente non è una serie romantica.

È reale, però, così reale da poterla toccare.

La vita di Tony è simile a quella di molti di noi: una piccola comfort zone, poche persone che conosciamo bene e tante seghe mentali da dover dissipare.

Tra le note di Elton John e i fiumi di scotch infatti, non c’è dubbio che Gervais abbia voluto portarci a casa sua, nel Regno Unito, per raccontarci il disagio e la rabbia che una persona intelligente ma emotiva è costretta a vivere, anche a costo di indurire il suo cuore.

Un cuore di pietra, quindi, si sgretolerà nel corso di sei episodi che potranno sul serio farci riflettere sui più gravi temi sociali, dall’obesità alla tossicodipendenza passando per il valore dell’amicizia, che si rivelerà essere il fulcro centrale della serie.

Tony è convinto di avere un super potere: poter dire e fare ciò che vuole senza dover badare alle conseguenze, ma continua ad avere un piano B, il suicidio.

Ma attraverso i video di Lisa, l’incontro di personaggi che vivono ai limiti della società e la spinta dei suoi colleghi, un cinico dovrà scegliere se diventare un uomo buono o addormentarsi per sempre.

Questo e molto altri è After Life, qualcosa di potente e immersivo, di breve ma intenso, che sarà in grado di strapparci un sorriso mentre ci prende a pugni.

E rideremo amari, temendo di restare soli e disarmati contro un mondo troppo vasto e crudele, ben più duro di noi.