Gli immigrati in hotel e i terremotati per strada, facciamo un passo indietro.
Si sente sempre più spesso parlare di movimenti e idee “post-ideologici”, primo fra tutti il MoVimento 5 Stelle, attuale forza di governo, stretta in un abbraccio contrattuale con la Lega di Matteo Salvini.
Ma cosa comporta esattamente il superamento di queste vecchie ideologie?
Ci si aspettava, in Italia, una sorta di rivolta del buon senso, un’illuminazione che avrebbe traghettato il popolo verso un nuovo modo di vedere le cose ed affrontare la vita.
Francamente parlando, tutti ci siamo trovati più o meno volte a sottovalutare questa “spinta rivoluzionaria”, fino al famoso 4 Marzo, quando il popolo si é effettivamente schierato in massa sul versante giallo.
Da qui, l’impasse.
Una buona parte degli italiani ha effettivamente rinnegato i vecchi dogmi della Politica, ma a seguito della distruzione, non é più nata quella via alternativa.
Si é rimasti fermi, sempre di più, fin quando un Capitano non ha tagliato la società con un coltello.
Cosa sta facendo Matteo Salvini?
Questo é facile da spiegare, a seconda dell’interlocutore.
Di Salvini saranno dette tante, troppe cose, dal 4 Marzo in poi.
É stato detto, ad esempio, che é un fascista, salvo poi rinfacciargli il suo essere populista.
C’é chiaramente confusione in merito.
In questa confusione, anche e soprattutto a causa di un’opposizione a tratti invisibile, il popolo ha cominciato a schierarsi in difesa dell’una o dell’altra faccia dell’attuale esecutivo.
Mentre scrivo questo articolo, ci sono delle persone (questo é bene ricordarlo), tratte in salvo dalle Organizzazioni Non Governative.
Cosa sta succedendo?
Perché nessuno vuole farsene carico?
Per non perdere le nostre tradizioni, per la nostra religione, perché ci sono i poveri anche in Italia, perché l’occupazione scarseggia.
É facile notare come tra tutte queste risposte, continui a non esserci affatto una risposta reale.
Difendiamo le tradizioni mentre foraggiamo il mercato libero; difendiamo la religione mentre l’Italia é uno Stato laico, dove al limite tutte le religioni andrebbero tutelate; il fatto che in Italia ci siano persone povere non dovrebbe pesare certamente sull’immigrazione, se c’é povertà il problema é di chi gestisce casa nostra, non sono gli ospiti; l’occupazione non cala perché “ci rubano il lavoro”, cala perché col progredire delle tecnologie, si richiedono profili sempre più specializzati, cala perché si continua a dislocare, cala perché al declino di vecchi lavori, si sostituiscono lavori alternativi (vedi vicenda NCC).
Se un pugno di persone non specializzate e senza titoli di studio particolari, potesse mettere in ginocchio il nostro Stato, saremmo certamente noi ad avere un problema di fondo.
D’altro canto é errata anche la “retorica dei buoni sentimenti”: non tutti gli immigrati sono delle brave persone.
Se domani un panettiere cominciasse a sparare per strada, non ci incolperemo per non averlo previsto, in fondo ogni persona ha del marcio.
Quindi no, non saranno gli immigrati a salvare l’Italia.

Proverò a ripetermi:
“Se un pugno di persone non specializzate e senza titoli di studio particolari, potesse risollevare il nostro Stato, saremmo certamente noi ad avere un problema di fondo”.
Quindi sbagliano i buonisti, a credersi la giusta alternativa contro i cattivisti.
Più che un superamento delle ideologie, pare chiaro che l’Italia necessiti di un superamento del bipolarismo emotivo.
Prendiamo i due nuovi estremismi e rimettiamoli in quel magnifico angolo di mondo sotto la dicitura “conventio ad excludendum”.
Cerchiamo di ritornare moderati, di affrontare i problemi con il cervello più che con la pancia.
Con la penna, più che con la lama.